Venerdì 18 Marzo 2011

Pittura da maestro:
Cingolani e il disegno

di Andrea Giordano

Sapere guardare al di là dell'apparenza: a questo invita la mostra «Sguardi a perdita d'occhio» di Marco Cingolani, uno dei più quotati pittori italiani (tra i protagonisti più ammirati della Biennale 2010), cinquant'anni, nato al confine tra la Svizzera e il Lario, protagonista di tre esposizioni, a partire da oggi a Como. A margine di quel triplice evento, sostenuto anche da «La Provincia» - alle ore 17.30 l'inaugurazione in Pinacoteca (le altre sedi sono il Broletto e la Biblioteca Comunale) alla presenza del critico Luca Beatrice - se ne aggiunge un quarto. Un ciclo di quattro video-lezioni con cui l'artista condurrà, da oggi, i lettori del nostro quotidiano verso la pittura. Come un maestro del Rinascimento, Cingolani ci condurrà attraverso il disegno, il colore, la forma e la pittura. «Non è indispensabile dipingere per essere un pittore - spiega l'artista, critico e docente all'Accademia di Belle arti di Palermo - Per quello che mi riguarda, il fatto di stendere del colore sopra un supporto è una proiezione del mio corpo. La pittura può esistere senza un soggetto, la pittura esiste di per sé innescata dal pittore. Spesso però la pittura, come nel mio caso, ha bisogno di un soggetto per una deflagrazione ancora più grande». E il ruolo del colore? Le tele di Cingolani sono vibranti di cromatismo. «Nei secoli la pittura è sempre stata coloratissima - riconosce l'artista -. Solamente il Novecento ha pensato in bianco e nero perché fino ad un certo momento c'era la stampa, la televisione o la fotografia che ci davano un certo tipo di immagine, mentre il passato invece era pienissimo di colore. Nei miei quadri il colore è un elemento importante tanto da esserne il primo attore». E il disegno? L'arte contemporanea, compresa la pittura, sembrano non considerare più così determinante questa componente espressiva. «Punto, linea e superficie sono la grammatica, le coordinate con cui il pittore moderno costruisce il proprio edificio pittorico - conclude Cingolani -. Il disegno nella pittura è qualcosa di fondamentale per poter accogliere meglio i colori. Di certo lo è per me».

v.fisogni

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