Martedì 29 Marzo 2011

Conservatorio, l'organo debutta
dopo un'attesa di dieci anni

Definire evento d'arte epocale l'inaugurazione del nuovo organo a canne del Conservatorio di musica di Como non è così azzardato. Un organo a canne, re degli strumenti musicali, è in sé patrimonio d'arte di una comunità. Negli ultimi vent'anni, nella nostra provincia sono stati costruiti quattro nuovi organi a canne, di cui tre soli di dimensioni ragguardevoli: il nuovo strumento del Conservatorio, opera della ditta artigiana Cav. Francesco Zanin di Gustavo Zanin, con sede a Codroipo (Udine), primo nuovo organo del terzo millennio nel Comasco, è unico per ben più di un motivo, come ci spiega il maestro Enrico Viccardi, docente titolare della cattedra di organo e composizione e organistica all'ateneo musicale comasco, protagonista del concerto d'inaugurazione che si terrà domenica 3 aprile alle 17.30.
“Un nuovo organo non è mai un punto d'arrivo ma di partenza: questo strumento, che compiutamente inizia a suonare a dieci anni dalla prima progettazione, è innanzitutto il secondo più grande strumento della provincia. Trentatre registri reali di cui sette ad ancia, oltre duemila canne, trasmissione meccanica unita a dotazioni elettroniche, estrema duttilità lo rendono unico a Como già nelle caratteristiche tecniche”.
Cosa significa che è l'organo “laico” per eccellenza della città?
“La maggior parte degli organi a canne sono collocati nelle chiese. Collocare un grande in un'istituzione scolastica statale, è estremamente significativo dal punto di vista culturale e formativo, didattico ma anche di sostegno all'educazione permanente, tenendo anche  conto che, purtroppo, in Italia negli auditorium anche nuovi si tende a non inserire organi, contrariamente al resto del mondo occidentale. Eppure l'organo ha la letteratura più ampia di tutti gli altri strumenti musicali! L'evento diventa ancor più importante in un periodo cisì arido per la cultura come il nostro”.
Domenica pomeriggio lei sarà protagonista del concerto d'inaugurazione. Cosa potremo ascoltare?
“Come sempre un programma inaugurale tende a mostrare il più possibile la varietà di  possibilità espressive e foniche dello strumento. Toccherò il barocco italiano di Frescobaldi, passerò all'omaggio bachiano all'Italia della Toccata, Adagio e Fuga per dedicare la seconda parte alla musica più vicina a noi: un omaggio a Marco Enrico Bossi, comasco d'adozione a 150 anni dalla nascita; pagine di autori contemporanei fra cui il collega Guido Boselli, fino alla grandiosa Improvisation I di Bernat Vivancos”.
<+G_FIRMA>Stefano Lamon

b.faverio

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