Sabato 16 Aprile 2011

Il design si reinventa
e guarda a Terragni

di Moreno Gentili

Cinquant'anni e non sentirli, diciamo spesso spesso illudendosi che il tempo possa fermarsi, ma non è così e lo sappiamo tutti. Eppure a volte capita, soprattutto quando parliamo di prodotti che entrano nell'immaginario collettivo e accompagnano il nostro vivere per più generazioni. Oggetti che crescono con noi, magari rassicurandoci dalle tormentose tempeste (umane e naturali) che avvolgono altri paesi in cui le emergenze sono ben altro. Ma siamo qui per parlare di Design - precisamente del Salone del Mobile che festeggia appunto in questi giorni i suoi "primi" cinquant'anni di vita - e quindi di una festa che presenta il meglio delle ambizioni planetarie di una umanità che vuole crescere, produrre e consumare per un futuro migliore di quello intravisto in questi anni di crisi. E questa edizione del Salone - giovane come un bambino - parla chiaro in proposito: uscire da una crisi economica che ha modificato i nostri stessi criteri di consumo. Una prova? Gli stili ad esempio. Rigore, essenzialità e anche una certa linearità degli oggetti di cui noi comaschi siamo stati anche un po' ispiratori. Terragni, Sant'Elia, Lingeri e altri maestri che - coincidenze? - in altri periodi storici compressi tra crisi e conflitti hanno spinto il Design fino ad oggi. E infatti vediamo un po' le novità di questo salone che tra crisi e ricorsi storici vedono le grandi case rivestire linee già create in passato con nuovi materiali anziché spingere la ricerca verso nuove forme di Design. Cassina ripropone per la collezione «I maestri»  la famosa «Superleggera» di Giò Ponti rivestita di colori sgargianti così come per la LC1 di Le Corbusier, Jeannerette e Perriand. È vero, non sono novità strettamente stilistiche, ma sono segnali importanti di cambiamento, di abbandono di un certo... "stile di vita": non più forma e tradizione, ma necessità e funzione. Uno stile a cui da oggi in poi noi consumatori - noblesse oblige - guarderemo sempre con maggior interesse. Naturalmente in questa edizione ci sono anche le novità di stile, ma poiché qui non potremmo certo svelarle tutte, se ne propone una in particolare che sembra di ottimo augurio per fare "crescere" il salone nei suoi prossimi anni di vita: una culla. È un progetto ideato da Lavinia Borromeo e disegnato da Angeletti Ruzza in anteprima per i Guzzini, altro marchio storico che il prossimo anno compirà 100 anni di vita. Come a dire insomma che il Design cresce sempre al pari della Natura, in barba anche  a quella disumana natura di cui siamo dotati e di cui faremmo volentieri a meno.

v.fisogni

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