Martedì 17 Maggio 2011

Virgilio sul lago resta di stucco

di Stefano Ferrari

"Enea sulle rive del Lario" è il titolo dell'ultimo quaderno pubblicato dalla "Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon", ente che ormai da 14 anni sostiene e finanzia iniziative culturali sia in Svizzera sia in Italia, e nel Comasco in particolare. Il quaderno, l'ottavo, realizzato con Nodolibri, integra un legame profondo con il lago, cui in passato la Fondazione aveva già dedicato altri progetti e altre pubblicazioni. Soprattutto, però, descrive e riassume una originalissima avventura culturale e umana, conclusasi a Tremezzo con una serata impreziosita da un bel concerto dell'Orchestra sinfonica del Lario diretta da Pierangelo Gelmini. Nell'occasione il museo di Villa Carlotta ha ricevuto in dono un ciclo di bassorilievi dedicati all'Eneide opera dello scultore Giuseppe Franchi, nato nel 1731 a Carrara e morto a Milano nel 1806, uno degli interpreti più intensi del Neoclassicismo italiano, attivo tra Roma, Parma e, appunto, Milano, dove realizzò cicli per Palazzo Reale, Palazzo Belgiojoso, Palazzo Greppi, il Teatro alla Scala e dove fu consigliere d'arte degli arciduchi Ferdinando e Massimiliano d'Asburgo. Il ciclo, donato dalla società "Palazzo del Targelio", si compone di sette lastre in stucco, tre a doppia scena e quattro a scena singola, impreziosite tutte da cornici a motivo floreale. Le lastre rappresentano episodi ricavati dai primi otto libri dell'"Eneide": Franchi vi trasse brani più e meno celebri, scegliendo comunque di privilegiare tematiche legate al rapporto tra l'uomo e il sovrannaturale. Secondo Fernando Mazzocca, cattedratico di storia dell'arte all'Università degli studi di Milano nonché tra i maggiori esperti di arte neoclassica, la serena attribuzione a Franchi del ciclo si conferma anche nella scelta del tema mitologico. Lo scultore, del resto, è celebre soprattutto per un altro ciclo di bassorilievi modellati tra il 1776 e il 1778 per il salone di Palazzo Greppi a Milano dove, su suggerimento del Parini che gli fornì i soggetti, affrontò una serie di tematiche mitologiche ispirandosi in particolare a Ovidio: «Il confronto tra i bassorilievi di Palazzo Greppi e il nostro ciclo virgiliano - scrive Mazzocca nel quaderno della Fondation Montandon - consente, proprio per le precise affinità di modellato e il continuo riferimento all'antico, l'attribuzione a Franchi». Un piccolo giallo si tesse attorno all'origine dei bassorilievi: fino a poche settimane or sono, cioè fino al trasloco che ha completato il restauro, curato da Paolo Aquilini, l'"Eneide" di Franchi si trovava lungo lo scalone di ingresso della Villa Baragiola di Orsenigo (nota anche come Palazzo del Targelio), uno tra i complessi di maggiore interesse storico della Provincia, destinato a una importante opera di restauro sotto l'egida della Soprintendenza. Non era, evidentemente, la loro collocazione originale, se non altro perché la villa risale al 1830, cioè a una sessantina d'anni dopo la realizzazione delle sculture di Franchi. Un ruolo, nel loro trasferimento a Orsenigo, deve averlo giocato l'architetto comasco Federico Frigerio, che su commissione dell'allora proprietario Pietro Baragiola, più volte deputato alla Camera del Regno per il collegio di Erba, aggiunse alla villa un nuovo corpo di fabbrica, realizzato su due piani nello stile eclettico - tra medioevo e rinascimento lombardo - in voga all'epoca. Lo scalone si trova in un'altra parte dell'edificio ma la scelta di integrarvi i bassorilievi appare coerente allo stile di Frigerio, che amava affiancare al nuovo scampoli d'antico autentico. Il recupero dei bassorilievi si deve comunque al professor Mazzocca, che ha saputo intuirne l'importanza innescandone il restauro e identificando in Villa Carlotta il loro "contenitore" perfetto.

"Enea sulle rive del Lario", Tremezzo, Villa Carlotta, orari: tutti i giorni dalle 9 alle 18.

b.faverio

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