Giovedì 30 Giugno 2011

Un bestiario fantastico
Ecco la magia di Sottile

di Andrea Sottile

Non so precisamente che cosa ci spinse a raccogliere, quel giorno, un sasso dalla spiaggia e a osservarlo con sospetto. Forse un'intuizione di mia figlia Miranda; o il fatto che quel sasso se ne stava lì immobile, liscio, pesante, troppo simile a se stesso… Eravamo in Liguria, un pomeriggio d'estate, le mie figlie e io. Dopo averlo girato e rigirato fra le mani, sotto gli occhi dei gabbiani e dei bagnanti distratti, Irene comprese che non si trattava di un sasso qualunque. Anzi, che non si trattava di un sasso.
«E allora cos'è?», domandammo curiosi.
Che razza di domanda! Era un Tolk-tolk!
Volete sapere qual è la differenza tra un sasso e un Tolk-tolk? Presto detto: il sasso sta zitto quando lo lanci in acqua, mentre il Tolk-tolk fa più o meno così: hIiiiiiiiihhhplplplcxiiiiiixcxcxcx!... Non solo: di notte, quando c'è la luna piena e la spiaggia è deserta, ai bianchi Tolk-tolk spuntano le ali: e allora tutti insieme si alzano in volo e disegnano nel cielo una specie di Via Lattea!
Quella scoperta cambiò il nostro modo di guardare le cose. Tornati in città ci mettemmo al lavoro: esplorammo con cura le aiuole, i marciapiedi, le stazioni ferroviarie, gli uffici postali, poi ci concentrammo sulla nostra casa. Scoprimmo alcune cose piuttosto interessanti: che in mezzo alle pozzanghere vivono gli Spliiin; che dietro i caloriferi, in ogni appartamento, si nasconde una Mancuria, il cui gioco preferito è raccattare e nascondere gli oggetti smarriti; che tutte le notti nei supermercati i Perdacini producono un gran parapiglia, spremendo i tubetti della maionese e lanciandosi urlando da uno scaffale all'altro. E abbiamo imparato come far apparire nella tazza del latte uno Squark affamato, o come allevare in casa una Muffarda.
Così in breve tempo ci siamo ritrovati circondati da una folla di bestiole inafferrabili. Il nostro condominio è pieno di Sirpilli che girano per casa e si infilano ovunque. Da sopra il divano ci guarda un Tamir. Non dovrebbe sorprendervi che un bel momento mi sia venuta voglia di impugnare la matita, per far conoscere queste creature a chi, per indolenza, non si accorge mai di niente. Ma più che un desiderio in realtà era un bisogno. Quelle bestiole non mi lasciavano in pace: si arrampicavano sul mio comodino, facevano pipì, mi rosicchiavano il pigiama e tutte le mattine mi alzavo sconvolto, con la testa sottosopra. E poi c'era un obbligo di carattere scientifico: perché tutti sanno cos'è un cane o una tigre, ma il Gonga? La Vùrcheta? Chi li conosce?
Fu in questo modo che nacque Urbuq.
Frutto delle nostre fortunate osservazioni, Urbuq è un catalogo di animali bizzarri, un repertorio zoologico, insomma, un bestiario. Ma niente a che vedere con i draghi e i basilischi! Le bestiole presentate e descritte in questo libro sono tutte esistenti, rigorosamente, anche se certune non esistono sempre. (Per chi non lo sapesse, gli animali che esistono si dividono in due grandi categorie: quelli, banali, che esistono sempre, come la mosca, la rana o il tacchino; e quelli che esistono solo ogni tanto, come ad esempio la Tremorina, che vive nelle lacrime dei bambini e se i bimbi non piangono non vive affatto).
Io, naturalmente, non sono responsabile delle stravaganze di queste bestiole. Che cosa posso farci se la Merlisca canta solo se qualcuno le soffia nel sedere? O se il Gonga costringe gli abitanti di Punya a smontare ogni giorno il loro piccolo villaggio, compresi i semafori, gli alberi e le strade? È la vita che è strana, mi viene da dire, e questo i bambini lo sanno benissimo, e sanno che ogni oggetto, ogni idea, ogni emozione è un essere vivente: una bestiola. Semmai sono gli adulti - e soprattutto gli scienziati - che se ne dimenticano, o non vogliono capirlo. Resta da dire (ma lo avrete già intuito) che Urbuq è tutt'altro che un elenco completo. Chissà quanti altri curiosi animali attendono ancora di essere scoperti, nel buio dei tombini o dietro i frigoriferi! Sono sicuro che i vostri bambini sono già pronti a seguirne le tracce, a disegnarli e anche a descriverli, in nome del progresso delle scienze zoologiche! Io, da parte mia, ho fatto quel che ho potuto, con l'aiuto preziosissimo di Lucia Scuderi, che ha saputo "vedere" queste bestiole ed è riuscita a fissare i loro tratti sfuggenti con la punta sensibile del suo pennello.
PS. Anche l'Urbuq, naturalmente, è una bestiola, che ama essere letta, accarezzata, sfogliata, proprio come un libro (voglio dire un libro vero), pur essendo fatta di carne, ossa, peli.

v.fisogni

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