Giovedì 30 Giugno 2011

Kate Middleton e mamma:
"Perfette come gatte morte"

di Manuela Moretti

«C'è chi nasce podalica e chi nasce gatta morta. Io sono nata gatta morta»: si descrive così la protagonista di "Volevo essere una gatta morta" (Einaudi, € 13,50), primo romanzo di Chiara Moscardelli che si presenta stasera, alle 18, alla Feltrinelli di Como.

Chiara, chi è una "gatta morta"?

La gatta morta è la classica donna apparentemente debole e insicura, ma che in realtà è molto forte e determinata. Mostrandosi vulnerabile, fa scattare un istinto di protezione nell'uomo, che non si accorge in realtà di essere manovrato da lei. È un tipo di donna che, ad esempio, non esce mai la sera da sola, perché lo ritiene pericoloso: si fa sempre accompagnare e vuole che l'uomo la vada a prendere. È totalmente priva di autoironia, non si lascia mai andare - non beve e non mangia mai troppo -, non interviene mai in una discussione, ma è, al contrario, sempre molto silenziosa e dà ragione all'uomo anche quando ha torto. In realtà si tratta una tattica per poter far fare all'uomo quello che lei vuole, mentre la donna che apparentemente è forte e determinata, all'uomo fa paura.
Le "gatte morte" sono delle rivali per le altre donne?

Non sono delle rivali, poiché appartengono proprio a un altro pianeta. Sono talmente vincenti in ogni loro atteggiamento - non solo nelle relazioni, ma anche nel lavoro -. Il "gattamortismo", come lo chiamo io, è un modo di essere che non racchiude soltanto le relazioni di coppia, ma ogni ambito della vita.
Perché gli uomini dovrebbero essere attratti da questo genere di donne?

Perché non li mette in discussione: certe donne sono rassicuranti. Una gatta morta non oserebbe mai contraddire un uomo.
Chiara, la protagonista, sembrerebbe una donna più autentica rispetto alle "gatte morte"…
Sì, anche se le gatte morte non sono costruite: si nasce così, non si diventa. È  come il fascino, o ce l'hai o non ce l'hai, è innato. Effettivamente la spontaneità è l'opposto del "gattamortismo", ma loro non fingono, sono proprio fatte così. Io sono nata podalica e sono sempre stata sfortunata, mentre loro sono nate gatte morte e hanno avuto tutto dalla vita.
Qualche esempio di "gatta morta" famosa?

C'è la storica Marina La Rosa del Grande Fratello, o Kate Middleton, anche se in questo caso è più corretto definire sua madre una gatta morta, che ha studiato e pianificato il futuro della figlia.
Chi vive meglio, le "gatte morte" o un altro genere di donna?

Vive meglio la gatta morta, ma di gran lunga. Tuttavia sono convinta che ognuna di noi abbia la propria bellezza, la propria originalità e non dovrebbe quindi cercare di assomigliare a qualcun'altra.

v.fisogni

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