L'America dei Brianzoli?
Si chiamava Milano...

Per gentile concessione dell'autore, pubblichiamo in esclusiva un estratto di: "A Milan i morön fan l'üga" (Mursia) dello scrittore erbese Emilio Magni, che intreccia i modi di dire del dialetto milanese con la storia della Brianza comasca. Il volume sarà in libreria da lunedì 17 ottobre.

di Emilio Magni

«A Milan i morön fan l'üga». «Eh! A Milan i morön fan l'üga», fu la tagliente battuta, quasi una rasoiata piena di ironia, che, tanto tempo fa, quando eravamo ancora nel dopoguerra ascoltai dire dal mio vecchio nonno, contadino saggio, nei confronti di una piccola congrega di "sciuri de Milan" che erano stati accolti, come schiera principesca, dalla nostra famiglia. Secondo un uso, in vigore in quei tempi e che fu assai duro a morire, con il quale l'umile «stirpe della zolla» soleva dare accoglienza nei campi, tra i filari dell'uva, negli orti, nelle stalle e nei granai  a schiere di milanesi autentici, oppure ariosi, che si dilettavano con le scampagnate in Brianza. I "paisan" si esibivano in inchini deferenti ma soprattutto erano assai larghi di manica, riempiendo le capienti borse dei "milanesun" di ogni "ben di Dio" di "tumatis e cucumer",  grappoli d'uva "d'anis" (detta anche "americana"), "broögn, perzich e mugnàch" e tanti altri sacri prodotti della terra. Ma i "principi", oltre che a non essere mai contenti, avevano  sempre da dire la loro. Raccontavano che a «Milano era tutto più bello, luccicante, importante». E fu così che una volta, mio nonno, tra un "Milan chi", un "Milan là", un "Nüm a Milan sì……", non riusciva più a deglutire e, rivolto, al più scatenato di quei "baüscia" disse la famose frase: «Eh! A Milan i morön fan l'üga». Il vecchio contadino saggio si riferì dunque ai gelsi, alberi un tempo assai utili per la coltivazione del baco da seta, i quali, come tutti sanno, danno more grosse e violacee. Però a Milano, per far piacere ai "baüscia", può succedere che facciano anche l'uva.

(Leggi il testo integrale dell'anteprima del libro di Emilio Magni sull'edizione de La Provincia in edicola il 16 ottobre)

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