Venerdì 11 Novembre 2011

Chernobyl e Cataluccio
Una conferenza a Erba

di Filippo Pozzoli

Cataluccio, sui fatti di Chernobyl, che visione propone la sua opera?

Quando ci fu l'esplosione mi trovavo a Varsavia per motivi di studio e vissi tutto sulla mia pelle. Sentii il bisogno di un diario per esorcizzare la paura e cercare il vero nel silenzio delle autorità. Il mio intento fu poi di restituire un'intima dignità a un paese che ho scoperto antichissimo e permeato dalla Storia maiuscola. Negli anni Settanta fu scelto per la centrale perché ne era rimasto poco o nulla.

È ancora possibile, almeno in Italia, ripensare il nucleare dopo la bocciatura referendaria?


Sono passati 25 anni e proprio nel Paese più tecnicamente avanzato nel nucleare si è vista l'impossibilità di una qualsiasi declamata certezza, per quanto i fatti di Fukushima siano dovuti a cause non intrinseche alla centrale. La copertura mediatica, poi, ha confermato un mondo non ancora maturo per affrontare una catastrofe, riproponendo lo stesso atteggiamento di silenzio, menzogna e ricerca di un capro espiatorio, con immediata perdita di credibilità e di fiducia nelle istituzioni.


(Leggi l'intera intervista su La Provincia di Como in edicola il 12 novembre)

v.fisogni

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