Martedì 17 Gennaio 2012

Lavinia, prima con "Immaturi"
"Ma in Turchia sono una star"

di Nicola Falcinella

Ancora in testa al box office, con un incasso vicino ai 10 milioni in due settimane, è "Immaturi - Il viaggio" di Paolo Genovese. Tra tanti nomi celebri, da Ambra Angiolini a Raoul Bova, nel cast c'è anche la comasca Lavinia Longhi.

Lavinia Longhi, com'è stato lavorare con questo gruppo numeroso di attori affermati?


È stata una delle mie più belle esperienze di lavoro. Abbiamo girato nell'isola di Paros a fine estate, e l'atmosfera era molto divertente. Conoscevo solo Ambra e Zingaretti, ma ho trovato un gruppo fantastico. Nei momenti liberi stavamo in spiaggia a preparare le scene o si giocava a pallone e al calar del sole si andava sul set.

Com'è stata scelta?


Al provino ero molto determinata, volevo prendere parte a una commedia con un grande cast e un grande successo alle spalle, successo che si sta riconfermando! Amo i film indipendenti con pochi soldi perché spesso hanno un'energia particolare, come "I giorni della vendemmia" che uscirà a primavera e al quale sono particolarmente legata, ma recitare in un film simile mi faceva gola. Quando mi hanno chiamata per confermarmi la parte di Rita ero negli Stati Uniti in vacanza e ho urlato di gioia.

Nel film Rita è una teorica delle "donne emancipate". Lei è più come lei o come la sua amica Gloria?


Rita è dura e cinica, disillusa dall'amore. Credo sia la paura a spingere le persone a chiudersi ai sentimenti. Gioca a fare l'emancipata, a volte nelle donne è un atteggiamento più che un vero sentire. Sono diversa da lei, credo nell'amore e mi piace sognare, chiedo al mio compagno di essere il principe azzurro per me. Ma sognatrice e romantica non significa sprovveduta".

Ora è impegnata in una serie tv turca.


Si intitola "Uçurum" che vuol dire "abisso". Interpreto Eva, una ragazza moldava che lascia il suo paese con la sorella più piccola per cercare fortuna a Istanbul, ma dovrà salvare la sorella dalla prostituzione. È un progetto molto interessante per sensibilizzare sul traffico internazionale di donne. Mi sono documentata e ho scoperto un mondo terribile. Il mio ruolo è molto difficile, psicologicamente impegnativo. Stare lontana da casa mi aiuta a sentirmi vicina a lei.

(Estratto dell'intervista, su "La Provincia di Como" il 17 gennaio)

v.fisogni

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