Lunedì 30 Gennaio 2012

Il professore filosofo
studiato al catechismo

di Agnese Galatà e Elisabetta Miragoli

Professore, filosofo, scrittore e persino autore di un... catechismo. È un profilo singolare, nel mondo della scuola superiore, quello del professor Paolo Ceccoli, 52 anni, docente di storia e filosofia al liceo classico "Volta" di Como e residente in città.  «Ho vinto il concorso e ho iniziato ad insegnare venticinque anni fa, altrimenti avrei venduto dentifrici e pannolini; probabilmente mi sarei divertito di meno», premette il professore. Che accoglie con disponibilità la richiesta di una chiacchierata con "La Provincia".

Professore, lei ha scritto alcuni libri di carattere storico. Quando e perché ha cominciato a pubblicare monografie?

Ho iniziato a scrivere a metà degli anni '90, perché lo stipendio è il lato brutto del lavoro degli insegnanti. Mi hanno chiesto di fare degli approfondimenti storici e ho accettato. Poi ho scritto gratis diverse schede didattiche e ho pubblicato alcuni testi online.

Alcuni dei suoi volumi sono "Storia illustrata della Chiesa", "Garibaldi, una vita per la libertà" e "Atlante illustrato del capitalismo": come mai ha deciso di approfondire e dedicarsi proprio a questi soggetti?

Sono i temi che mi hanno sempre affascinato e interessato di più; mi hanno chiesto di che cosa volessi parlare e ho deciso di trattare la storia dell'800, il periodo del Risorgimento, la storia della Chiesa, il comunismo e il socialismo.

Ha in programma di scrivere altro?


Se mi offriranno la possibilità e mi pagheranno sì. Sono comunque soddisfatto dei testi che ho scritto, e soprattutto del libro "Storie delle chiese protestanti", perché una mia ex collega del Giovio, che è una pastora valdese, mi ha detto che nella comunità valdese di Firenze lo usano per il catechismo dei bambini. Questa è la mia medaglia al valore.

Professor Ceccoli, torniamo alla sua attività di docente. Da quanti anni insegna al Volta e in che cosa si è laureato?

Ho cominciato a insegnare al Volta quattro anni fa, prima insegnavo al Giovio; mi sono laureato in Filosofia all'università Statale di Milano, nutrendo forti interessi storici.

Perché ha deciso di insegnare? Era la sua passione o avrebbe voluto fare qualcos'altro?


Dopo essermi laureato in Filosofia ho vinto il concorso e ho accettato la cattedra di docente di Storia e Filosofia, rifiutando l'offerta di vendere pannolini e dentifrici. Sì, perché questa era stata l'offerta di impiego che mi era giunta, nonostante avessi conseguito una laurea umanistica.

Seriamente?

Sì, da un laureato in filosofia che cosa ti puoi aspettare se non che sappia trattare con le parole e che sappia convincere la gente? Insomma un abile venditore.

Perché ha rifiutato?


Probabilmente mi sarei divertito molto di meno.

v.fisogni

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