Martedì 31 Gennaio 2012

Sulla pelle delle donne
l'estetica si fa arte

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di Elisabetta Miragoli

 

Per la prima volta in Italia la pelle, la sensibile membrana che difende la vulnerabilità dell'uomo dagli “attacchi” dell'esterno, diventa la protagonista di una mostra, intitolata“Pelle di Donna. Identità e bellezza tra arte e scienza”. Fino al 19 febbraio la rassegna è visitabile alla Triennale di Milano.

Curata da Pietro Bellasi e Martina Mazzotta, la rassegna offre un affascinante percorso sul tema della pelle delle donne, declinata tra pittura, scultura, arti applicate, che si conclude in un laboratorio scientifico. Sei le sei sezioni. Nella prima, intitolata “La scoperta della pelle”, sono esposte le cere “Volto di donna” e “Mani sensibili” di Anna Morandi, anatomista e scultrice italiana del Settecento, e le miniature dei primi luoghi deputati alla cura della bellezza della pelle, ovvero le farmacie di Ettore Sobrero. Si può proseguire il percorso verso un “Paradiso dell'igiene” che illustra il concetto odierno di igiene tramite l'utilizzo di sali da bagno e strumenti di igiene antichi e moderni. La seconda sezione, “Volto della bellezza”, esprime l'importanza, la funzione ed il ruolo della pelle, ripercorrendo la storia della cosmetica. Oltre ad una visione classica della pelle ben espressa dalle opere dello scultore italiano, Antonio Canova, si può assistere a visioni oniriche e metaforiche che trovano concretezza nei ritratti di tre famosi pittori, vissuti a cavallo tra Ottocento e Novecento, come Odilon Redon, Alberto Martini e Adriana Bisi Fabbri. Soffermandosi sull'identità femminile, si analizzano anche le peculiarità della pelle, mostrate dalle bellezze femminili che sono state immortalate dall'artista americano Man Ray; all'interno dell'esposizione si possono trovare numerose raccolte di sue fotografie in bianco e nero come “Noir et blache” (1926) e i ritratti di Juliet (1945).

Cattura l'interesse del visitatore l'installazione “Metamorfosi di pelle di donna”. “E' stata pensata apposta per la mostra – puntualizza la curatrice Mazzotta -. Poiché un punto cardine del progetto è rappresentato dalla storia della cosmesi, e non poteva mancare una parte che rievocasse le icone e gli stili del XX secolo”. L'opera è stata commissionata al fotografo tedesco Stefan Gifthaler che, insieme al suo staff, ha fotografato una stessa modella truccata e pettinata in modo differente, in base alle mode e alle sensibilità delle diverse epoche, a partire dagli anni Venti, fino ad arrivare agli anni Novanta.

Si approccia questo tema in modo più contemporaneo e moderno, analizzando anche il tatuaggio femminile, considerato come espressione dell'identità della donna. Alla fine di questo percorso si raggiunge un laboratorio scientifico ed una stanza polisensoriale: qui si possono ammirare opere di Bruno Munari, Karl Prantl, Pietro Pinelli e Giuseppe Penone, ma anche pezzi provenienti dall'Istituto dei ciechi di Milano e dal Museo tattile Anteros di Bologna. Inoltre ogni donna può “metterci la faccia”, ovvero farsi immortalare il viso da una foto che verrà esposta su una parete come testimonianza della bellezza viva e attuale

 

v.fisogni

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