Mercoledì 08 Febbraio 2012

In Pinacoteca
i giovani talenti

di Emma Gravagnuolo


Contaminazione. È questa la chiave di lettura, il denominatore comune per gli artisti riuniti nella collettiva "Italian NewBrow" che aprirà in Pinacoteca, dall'11 febbraio al 25 marzo. Contaminazione tra la tradizione italiana, la grande arte del passato e le iconografie popolari più contemporanee provenienti da fumetto, illustrazione, pubblicità e musica. Contaminazione tra fonti alte e basse, radicate nella cultura e nell'immaginario pop del nostro mondo globale e connesso.
Sono sedici gli artisti, tutti di età compresa fra i 25 e i 45 anni, che con i loro lavori - dipinti, sculture, installazioni - restituiscono uno spaccato ben rappresentativo della giovane arte del Paese. Curatore della rassegna è Ivan Quaroni, che ha presentato per la prima volta il progetto Italian NewBrow nel 2009, durante la quarta Biennale di Praga. Il termine "NewBrow" nasce come opposizione a "Lowbrow" o Surrealismo Pop, un movimento nato alla fine degli anni Settanta nell'area di Los Angeles negli ambienti che ruotano attorno alle riviste di fumetti underground, alla musica punk e ad altre sottoculture californiane, considerato, appunto un termine sminuente e avvilente. NewBrow vuol sottolineare invece l'aspetto nuovo e inedito di fare arte, vuol mostrare come sia cambiato il contesto in cui si trovano a lavorare le nuove generazioni. «Italian NewBrow non è propriamente un movimento artistico», spiega Quaroni, «neanche un nuovo linguaggio condiviso, ma un'attitudine, un'inclinazione anzi, che si coglie simultaneamente da più fonti e che rappresenta una direzione suggerita dall'immaginario di massa determinato dal mondo globale e dai mutamenti tecnologici e culturali che ne derivano». Si susseguono in mostra i volti di Fulvia Mendini, ritratti caratterizzati dall'immediatezza del significato, dalla spontaneità di un accostamento e da un'attenta pulizia del segno; gli acquerelli di Vanni Cuoghi, dalla forte componente surreale, che ricordano gli incubi simbolisti di Hieronymus Bosch uniti però all'ironia di Marcel Dzama e alla compostezza formale dei grandi toscani del Quattrocento. Ancora, le delicate tele di Marco Demis, popolate da un'umanità enigmatica, colta nella sua intima fissità, sospesa in un spazio indefinito e circondata da oggetti simbolici; o i personaggi di Elena Rapa, che abitano un mondo in equilibrio tra l'iper e il surreale, un mondo per niente rassicurante, come una favola nera in cui serpeggiano incubi e ricordi.

"Italian NewBrow"

Como, Pinacoteca Civica Palazzo Volpi (via Diaz 84, tel. 031-269869) Dall'11 febbraio al 25 marzo. Orari: da martedì a sabato 9.30-12.30 e 14-17; mercoledì 9.30- 17; domenica 10-13. Chiuso lunedì. Ingresso: 3 euro (il biglietto consente di visitare anche la collezione permanente).

v.fisogni

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