Mercoledì 02 Maggio 2012

Alla "Fondazione Ratti"
il padre dell'arte povera

di Anna Bernasconi

Il 3 maggio, a Villa Sucota di Como, sarà Annie Ratti a dialogare con Michelangelo Pistoletto. Ma non lo farà in veste di presidente della Fondazione Ratti, carica che sente più che altro come prosecuzione simbolica dei meriti del padre, quanto da artista, come un'ospite tra gli altri. Del progetto "La Kunsthalle più bella del mondo" apprezza la «necessità fondamentale, in un sistema dell'arte cambiato e profondamente in crisi, di creare uno spazio di interazione dove non si facciano solo mostre ma anche laboratori». Urgenza che si pone anche il prestigioso "Corso Superiore di Arti Visive" diretto dalla stessa Annie Ratti e fulcro dell'attività della Fondazione che ogni anno ospita a Como venti giovani artisti non solo per approfondire le conoscenze ma anche per creare occasioni di fermento e sperimentazione (tra gli altri visiting professor, tra il 1995 e il 2011 ricordiamo: Joseph Kosuth, Allan Kaprow, Ilya Kabakov, Marina Abramovic, Giulio Paolini, Joan Jonas e Hans Haacke).
Centrale, in un momento in cui l'Accademia non è più sufficiente alla nuova figura di artista, è «l'esigenza di creare una rete partecipativa soprattutto rivolta ai giovani artisti italiani svantaggiati in confronto ai coetanei internazionali».

v.fisogni

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