Venerdì 03 Maggio 2013

"Eidoteca", rivista
nata per discutere

Il proposito dei suoi ideatori è di trasformarla il prima possibile in una rivista cartacea bimestrale o trimestrale. Una sorta di "scaffale delle idee", "Eidoteca" ha per sottotitolo "riflessioni extra moenia et inter pares". Che cosa significa, questo progetto? E come si differenzia dalle molte altre riviste on line a tema filosofico? «Prima di tutto, si tratta di una raccolta di idee - spiegano i promotori -, di riflessioni, di spunti, di analisi, sulla letteratura, la filosofia, la storia, le religioni, la politica, l'economia, il cinema, la musica, il teatro, che sia "fuori dalle mura", ovvero senza confini, fuori dai recinti, dagli steccati e dai vincoli (politici, ideologici, commerciali) che troppo spesso osserviamo nella pubblicistica corrente». Al tempo stesso però "Eidoteca" vuole essere «una rivista "tra pari", dove a contare sono la qualità e lo spessore dei contenuti, a prescindere dalla specializzazione, dal titolo di studio, e dal livello di entrature e compromessi di chi scrive». Tra i collaboratori figurano insegnanti di scuole superiori e università, studiosi (come Andrea Giardina, Andrea Luppi, Sandro De Fazi, Gianfranco Giudice, Piergiorgio Scilironi, Filippo Di Gregorio, Enrico Giannetto), ricercatori universitari (come Federica Salvadè, Leonardo Caffo, Enrico Lucca), musicisti già affermati (come il clarinettista e compositore Marco Fusi), ma anche studenti e appassionati di libri, di filosofia, di musica, di cinema, e di qualunque altro aspetto «di quell'enorme contenitore di idee e pratiche che chiamiamo "Cultura"». In conclusione, i due promotori rivendicano l'originalità della rivista: «In una realtà intasata e saturata da brevi e sterili provocazioni, da tweet di ogni sorta (...) crediamo ancora nel valore e nella potenza del sapere e del pensiero, un sapere lento e meditato».   

v.fisogni

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