Mercoledì 13 Maggio 2009

Allevi, sul palco del teatro Sociale
l'artista che divide pubblico e critica

Un’epifania inattesa: Giovanni Allevi che stila la sua classifica per <All Music>, una concessione pop per questo pianista e compositore che sta diventando uno degli italiani più celebri nel mondo. Anche in quell’occasione ecco la sensazione che di lui si parli per i motivi sbagliati, come se ci fosse la volontà di creare una sorta di “nuovo Glenn Gould” e non stiamo, naturalmente, parlando di tecnica strumentale ma di idiosincrasie o particolarità.
Stupisce perché non si riesce a incanalarlo: hai studiato? Suoni? Benissimo: dovresti eseguire Beethoven e Brahms, Liszt e Chopin, non pezzi tuoi, non accade, non succede, non si può. Da qualche parte deve essere pure scritto che il bravo esecutore “serio” si veste pure in modo serio, e non con i jeans. Poi, vabbè, parla con il pianoforte, è convinto che sia la musica ad andarlo a trovare e non lui a suscitarla quando scrive, eccetera, eccetera, eccetera. Ma il pubblico lo ama tantissimo: al Teatro Sociale è bastato annunciarlo per totalizzare il sold out. Giovedì 14 maggio è la sua sera. Negli ultimi mesi, dopo il tour con l’orchestra di "Evolution", è tornato alle esibizioni solistiche, ha realizzato la colonna sonora del film "Aria”, opera prima di Valerio D’Annunzio e oltre a far discutere il mondo musicale ha “invaso” il campo della letteratura perché è anche autore di due best seller:  “La musica in testa” (dieci ristampe e 65 mila copie vendute in nove mesi) e il recente “In viaggio con la strega”, entrambi per Rizzoli.

Alessio Brunialti 

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