Mercoledì 20 Maggio 2009

L'Astronomia del futuro
ha radici in Lombardia

di Manuela Moretti

Dopo le affollate conferenze di Aldo Treves sui buchi neri e di Giovanni Bignami sulla Luna, è dedicato "Dal cannocchiale di Galileo alle ottiche radenti di Giacconi e Rossi" il terzo incontro scientifico promosso dall’Università dell’Insubria a Como. Il 21 maggio alle 20,4, nell’Aula Magna di via Valleggio, 11, ne parlerà Giovanni Pareschi, direttore dell’Osservatorio Astronomico di Brera. L’iniziativa, che si inserisce all’interno del ciclo «Occhio all’Insubria», nell’anno internazionale dell’Astronomia, intende anche approfondire i più recenti metodi di osservazione, passando per i telescopi a raggi X di Riccardo Giacconi, astrofisico statunitense di origine italiana e Nobel per la Fisica 2002 per le sue pioneristiche ricerche. Come spiega Pareschi a "La Provincia", «le scoperte di Giacconi hanno aperto un nuovo settore dell’astrofisica importantissimo, in cui peraltro tutta l’aria lombarda è particolarmente vivace». A partire da Galileo «vorrei ricordare che il prossimo anno ci sarà un altro anniversario che ha portato all’osservazione del cielo in un’altra lunghezza d’onda proprio grazie all’invenzione di un nuovo tipo di telescopio. Cercherò di fare un excursus, facendo un salto di qualche secolo, per collegare questi due eventi». L’astronomia in raggi X, con la quale lo studio dei corpi celesti non avviene più attraverso la luce consueta (la luce visibile), ma mediante quella porzione di radiazione elettromagnetica, ha permesso agli astronomi di osservare un cielo del tutto diverso rispetto a quello che ci appare ogni notte. Un cielo che porta tracce di esplosioni quotidiane e immense e che tradisce la presenza di enormi quantità di gas caldissimo tra le galassie, dove si pensava ci dovesse essere solo il regno del vuoto. Questa osservazione del cosmo, resa possibile grazie a Giacconi, «ha aperto una finestra estremamente interessante - ha precisato -, e questo è importantissimo perché ci permette di sondare gli oggetti energetici dell’universo, ad esempio i buchi neri massicci che ci sono al centro delle galassie, che sono due milioni di volte la massa del Sole». Inoltre «l’Italia ha sviluppato anche delle tecnologie, che sono state esportate nelle industrie che operano dalla zona della Brianza di Milano e anche per questo è un fatto importante - conclude Pareschi -. Mi sembrava interessante fare un excursus che partisse da Galileo per arrivare a quello che si fa oggi in questo sempre molto interessante campo».

v.fisogni

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