Martedì 16 Giugno 2009

<Caos e dinamicità per raccontare
l'arena dei broker>

Dalle postazioni di lavoro affollate e rumorose alle fasi di contrattazione, dalla frenesia degli operatori alla rappresentazione del New York stock exchange fino a quella del denaro contante. Sono dedicate al mondo della finanza internazionale le diciotto grandi tele di Federico Guida riunite al Broletto di Como fino al 26 luglio. Per l’artista - quarant’anni di Milano - è un soggetto del tutto nuovo. Come sono nate queste opere? Le ho dipinte nel 1997, su commissione di una finanziaria svizzera. Da allora sono rimaste nella loro sede per anni. Le presento al pubblico qui a Como per la prima volta. Ti hanno dato indicazioni precise sul contenuto?No, hanno solo stabilito il tema: ovvero il mondo della finanza. Dove hai trovato lo spunto per i soggetti?Sono stati alcuni amici che lavorano nel settore ad aiutarmi a trovare immagini, fotografie, cataloghi di bilanci e riviste specializzate da cui partire come base per i dipinti. Ma decisamente più utile è stato parlare con loro, capire lo stato d’animo che si ha in quei momenti, l’emozione, l’adrenalina, l’arroganza nel voler prevaricare sull’altro.Come mai una scelta cromatica così particolare? Molti quadri sono quasi dei monocromi… Ho usato soprattutto colori come il giallo, il verde acido, il marrone e il rosso sangue che rendono un senso di caos, di dinamicità per descrivere le sale operative “in azione”, quando si trasformano in un’arena piena di broker in cui si sente palpabile il coinvolgimento, la responsabilità, la tensione. In altre tele domina l’azzurro, che regala alle opere un senso di “quiete prima della tempesta”. Cosa pensi di queste tele? Ormai sono passati oltre dieci anni…Sono dipinti forti, sentiti e attuali, in cui già c’era il germe di uno sviluppo futuro, quella ricerca sul corpo e l’introspezione che ha accompagnato negli anni la mia ricerca. Quando li ho rivisti, a distanza di tempo, mi sono piaciuti immediatamente. Che allestimento troveranno i visitatori? L’allestimento è stato curato dall’architetto Marco Balzarotti. Al centro della sala ha fatto costruire una sorta di “tempietto” che ricorda la sala tipo di una borsa, il tutto sovrastato da una cupola d’alluminio. I materiali che ha usato sono semplici, alluminio e compensato di pioppo, che si armonizzano perfettamente con i miei quadri. L’illuminazione è indiretta. Non ci sono luci che puntano dritte sulle opere, ma sono rivolte verso l’alto e si riflettono sulla cupola. In più l’architetto Balzarotti ha sfruttato anche la luce naturale della sala, senza oscurare i vetri. Bisogna visitare la mostra per cogliere del tutto la magia dello spazio. A cosa stai lavorando ora? Sto dipingendo uomini e animali relazionati da un comune senso d’ironia. Mentre in mostra ci sono due quadri che rappresentano solo un orso e un toro, gli animali che raffigurano i due opposti andamenti della borsa. In contemporanea, anche la galleria Roberta Lietti (Como, via Diaz 3, tel. 031-242238), che da anni tratta il lavoro di Federico Guida, presenta una decina di suoi lavori, datati dal 1993 al 2009. Esposte le tele degli esordi, i visi e i corpi contorti delle serie Vita da cani e Circus, i piccoli volti dei toreri, fino agli ultimi ritratti dai colori acidi e terrosi. «Federico Guida - Sussurri e grida». Como, Palazzo del Broletto (piazza Duomo, tel. 031-269393). Fino al 26 luglio. A cura di Mimmo di Marzio. Orario: tutti i giorni 11-13 e 16-20, chiuso lunedì. Ingresso libero. Catalogo Silvana Editoriale.  

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