Martedì 28 Luglio 2009

J-Ax non delude i fan
In duemila nella cava

Capocurva e inventore di inni, in bilico tra ribellione e conformismo. Trentasettenne, ma portavoce di adolescenti di oggi e dell’altroieri. Rinnegato dai rapper all’italiana della prima ora, rappresentante della tivù musicale di adesso. Forse disimpegnato, forse no. Per i fan, semplicemente, J-Ax. Un pezzo che fu degli Articolo 31, l’Alessandro Aleotti di Milano. Finito in cima al palco della cava di Pusiano - l’altra sera, lunedì - per far saltare più di duemila persone sotto il palco. Due ore di concerto senza pausa, via un pezzo dopo l’altro, videoclip alle spalle. Che ai giovani piace: vent’anni circa l’età media. Folla che salta, urla, sa i testi a memoria. Per quella musica ribattezzata con il marchio di una sintesi tra hip-hop e punk. Ed ecco il rap n’roll, baby: se ti va bene, lasciati andare. Altrimenti, c’è sempre il dito dell’italiano medio - per ricordare un suo colpo da top-ten - da sfoggiare.
«Negli Anni Ottanta da queste parti ci venivo d’inverno - ha annunciato l’urlatore cantante dopo pochi minuti dall’entrata in scena - in vacanza con i miei. Spero di non far crollare la cava». Cornice suggestiva. Trasformata in stadio da un pubblico caldo. In platea, striscioni in stile «Total Request Live», il programma di grido - in tutti i sensi - di Mtv. Troppe due ore di concerto? No, se ti piace il personaggio. Quasi impressionante la scenografia, con mirrorball da discoteca. E la batteria rialzata di almeno tre metri che ricorda Iggy Pop ai tempi degli Iguanas. Ma per J-Ax gli esordi sono passati da un pezzo, come testimonia la carrellata di video che accompagna i brani. «Uno di noi», «3 Paperelle», «Aumentare le dosi», «La mia ragazza mena» e tanti altri.
Siparietti e battutine sono per Berlusconi, per la Moratti e per il Pd. Di passaggio, qualche richiamo all’antiproibizionismo. «Prima con Guido (l’erbese Carboniello, in arte Guido Style, chitarrista sul palco e arrangiatore dei suoi dischi in studio, ndr) - passavo a Erba. In via Pusher», piuttosto che Puecher. I giochi di parole trasformano la Milano dei testi in Pusiano. Si canta vittoria. Da segnalare, la comparsata a sorpresa di Marracash.

Christian Galimberti

v.fisogni

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