Giovedì 30 Luglio 2009

Vitali, noir estivo
per La Provincia

di Fulvio Panzeri

È un’estate davvero da "superstar" quella di quest’anno per il narratore di Bellano: Andrea Vitali, con il suo ultimo romanzo, Almeno il cappello è entrato nella cinquina dei due premi letterari più conosciuti in Italia, lo Strega e il Campiello. A Roma non è riuscito a vincere, ma la laguna veneziana lo aspetta agli inizi di settembre. Chissà se allora il suo libro, ancora nella classifica dei libri più venduti, riuscirà a vincere il Supercampiello? Sarebbe davvero un bel riconoscimento per lo scrittore che ha fatto conoscere in tutta Italia lo spaccato dei piccoli paesi della provincia lombarda e, nello specifico, un microcosmo del nostro lago. In giro a presentare il libro, in attesa di vederlo elegante durante la serata di premiazione a Venezia, Vitali ha voluto fare una vera e propria sorpresa ai lettori de "La Provincia", un racconto lungo che mette in luce come la sua scrittura sia uno strumento ormai talmente naturale e perfetto da riuscire ad affrontare, con la stessa intensità e la stessa carica emotiva vari generi letterari. Durante il mese di agosto "La Provincia" infatti pubblicherà, a puntate, questa storia inedita, scritta appositamente per i nostri lettori, che fa parte di questa nuova linea parallela che da un anno Vitali ha intrapreso e che lo porta a confrontarsi, con ottimi risultati, con un "noir" che, a volte, riporta nella nostra provincia più oscura le atmosfere dell’hard-boiled, un noir che dipinge di ombre nerissime e cupe le sue grottesche e umanissime "cronache" di quella "commedia umana" bellanese che ha raccontato con i suoi libri. Già negli ultimi romanzi di Vitali il mistero è stato uno dei punti di forza della struttura narrativa. Segreti e eventi inspiegabili sono all’ordine del giorno tra le strade di Bellano e un "noir" grottesco e pantagruelico lo è senz’altro Olive comprese. Qui Vitali invece cambia proprio la prospettiva: non è più la coralità del paese affacciato sul lago ad essere centrale, bensì la necessità di fare i conti, attraverso la scrittura, con la natura del male. Vitali non dà giudizi, anzi rimane fedelissimo alla sua natura di narratore puro che in questo racconto che pubblicheremo a puntate, diventa serrato nella scrittura, con frasi brevi, nulla di superfluo, un ritmo mozzafiato, dove sono le immagini, a volte crude e violente, altre estremamente liriche, a dettare gli elementi del codice da decifrare, per giungere alla soluzione del mistero. È un Vitali che aspetterete di leggere con ansia, giorno per giorno, per sapere come evolve la storia, come agirà il nostro ispettore, un tipo tosto, che non si arrende alla finta evidenza, in punizione per sei mesi al lavoro d’ufficio per aver usato senza ragione, secondo il Capo, la pistola durante una retata. È lui che racconta, in prima persona, questa indagine che lo vede ritornare in servizio, ma solo per dovere di rappresentanza. E per di più a trecento chilometri dalla città, in un paesino di montagna, sul confine. C’è stato un omicidio, ma il rapporto dettagliato della Guardia Cantonale, non ha dubbi: ad uccidere una povera ragazza è stato il fratello, un tipo con qualche problema. Troppo ovvia, appare subito la conclusione. E forse troppo frettolosa. Lui però deve agire in fretta, ha tre giorni per sciogliere il nodo della matassa, strani sogni premonitori che costruiscono i segni di una mappa che lentamente avvicinerà verso la scoperta della verità. È un Vitali ruvido, inquieto, duro quello che troviamo in questa storia, della quale possiamo dire poco, per non rovinare il piacere della lettura ai nostri lettori: la tensione in questo racconto è alta e anche solo qualche rivelazione di troppo potrebbe in qualche modo rovinarla. È un racconto che si svolge molto di notte, al buio, tra le ombre, dove sembrano vagare tutti, l’ispettore, la mente diabolica e le vittime, in uno scenario montano di grande struggimento, con i movimenti della luna e la posizione delle montagne ed elementi sono legati al territorio, come quello del contrabbando e delle sue nuove forme d’azione. Una storia che riserva molti colpi di scena e che ci fa incontrare personaggi autentici, a partire dal protagonista, con la sua intelligenza emotiva, le inquietudini, ma anche l’impulsività di un naturale e singolarissimo fiuto nel passare subito all’azione. E ci presenta anche il disorientamento di un mondo che ha perso la sacralità dei valori, dove ogni tabù può essere violato, soprattutto a scopo malavitoso. Il Vitali noir ha la forza onirica e la violenza naturale che è propria di uno tra i giallisti più autentici che oggi scrivono in Italia, Eraldo Baldini. La scrittura sembra adattarsi naturalmente al nero inquietante della storia, non ha mezzi termini nel rappresentare il male estremo, quello che mina il rispetto della nostra umanità. Troviamo tutto questo e anche molto di più, la compagnia per un mese di uno degli scrittori oggi più amati in Italia, una presenza che diventa una storia che dura tre giorni, non uno di più, come dice il capo quando l’ispettore gli telefona dicendogli che qualcosa non quadra nella verità che vuole essere accreditata su quella morte, alla quale ne seguiranno molte altre. E che voi scoprirete un passo alla volta, come camminando su quegli erti e pericolosi sentieri alpini che fanno da scenario al racconto, insieme a quelle montagne che sembrano aver visto tutto e riescono anche a fornire qualche indizio utile per smontare il castello della menzogna e del delitto troppo facile.

v.fisogni

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