Venerdì 31 Luglio 2009

Baglioni jr. passa l'esame:
applausi al Teatro Licinium

di Veronica Fallini

Il concerto di Giovanni Baglioni, ieri sera al Teatro Licinium di Erba, è un intervallo inedito, ma interessante, alla programmazione della scespiriana "Tempesta". Chi si fosse aspettato una versione rivisitata e corretta delle ballate di papà Baglioni, non troverà risposte ai concerti del ventiseienne compositore romano, figlio del celeberrimo cantautore. Baglioni ha aperto con un brano di Michael Hedges, il rivoluzionario della chitarra acustica, al quale bisogna guardare - se proprio si vuole riconoscere una paternità artistica - a questo talento. Baglioni ha poi fatto seguire il suo emozionante brano "Sirena", che ha condotto come una narrazione, per sbalzi e delicati fraseggi armonici. Adrenalinico e carico di energia, il brano successivo, "Bloody finger", testimonianza del rapporto passionale che Baglioni stesso ha raccontato di avere con il suo strumento, fino alla sofferenza fisica. Il giovane compositore rivela una personalità tutta sua, che controlla e indirizza con eterogenee variazioni. A ciò si collega una indiscutibile capacità tecnica. L’artista ha mostrato di sapersi muovere con disinvoltura sul palco, dialogando con il pubblico che lo ascoltava. «Mi piace raccontare, con queste mie esibizioni su un palco, storie di momenti miei o di quelli che possono essere i viaggiatori all’interno di una vicenda», ha raccontato. Gli spettatori, pur non numerosissimi, hanno gradito il coinvolgimento suscitato dai molteplici aneddoti narrati da Baglioni jr. Applausi ripetuti hanno accompagnato questi intermezzi, ma soprattutto la performance musicale acustica. A dispetto del celebre cognome e del pesante fardello di "figlio d’arte", anche chi ha ascoltato il concerto erbese al Licinium, il 30 luglio, deve riconoscere al giovane artista un’indubbia abnegazione nei confronti di un percorso musicale impegnativo.

v.fisogni

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