Domenica 16 Agosto 2009

Il racconto d'estate/14
<L'uomo cercava aiuto, non ha ucciso>

Tornai alla pensione. L’aroma del coniglio impregnava l’aria. Ermini era al banco del bar. Era solo. Sorseggiava un bicchiere di vino. Vederlo mi risollevò il morale. Ci salutammo.
« Gradisce un po’ di compagnia anche oggi »?, chiese.
Accettai. Dalla cucina arrivava rumore di pentole. Ci sedemmo nel salottino.
« Per il pranzo dobbiamo attendere una mezz’ora », disse.
Non avevo fame.
« Ho sentito che avete trovato l’assassino », disse.
Glielo aveva detto il padrone. Lo guardai. Era l’unico col quale potevo confidarmi.
« Non sono convinto che sia lui », dissi.
Ermini non fece commenti. Si alzò. Chiuse la porta del salottino.
« Parleremo meglio così », disse tornando.
« Per quanto fosse debole di mente, quell’uomo aveva capacità telepatiche. Mi capisce» ?
Accennò di sì.
Gli raccontai del diario. Di come mi ero convinto che fosse una trascrizione dei suoi pensieri. Da qualunque parte si trovasse lui inviava il suo messaggio. Descriveva posti, quello che faceva. Aveva via via affinato il suo pensiero. Comunicava anche le ore, leggendo il sole.
« O la luna », aggiunsi.
Ermini disse che tutto ciò non provava niente.
« Invece sì », dissi.
Se la mia teoria era giusta, lui aveva lanciato continuamente messaggi durante la notte dell’omicidio. Doveva essere successo qualcosa di grave, lui era fuori casa, lontano, sconvolto.
« Era lontano », ripetei, « tenga conto di questo fatto ».
E aveva continuato a mandare i suoi messaggi all’unica persona in grado di riceverli, la sorella. Non sapeva che era morta, continuava a cercarla, chiedeva aiuto, descriveva il posto.
Ermini accennò di aver capito.
« Ma c’è dell’altro », dissi.
« Sarebbe »?
« Quei messaggi non sono andati perduti. Un’altra persona li ha ricevuti ».
« Vuol dire che »…
« Esattamente. Proprio lei. Quei due sogni erano il pensiero di quell’uomo. Una richiesta d’aiuto. Una chiave per capire ciò che è successo ».
Dissi che secondo me il presunto assassino non poteva essere dove la guardia mi aveva mostrato.



« Nei due sogni che lei ha fatto il Danzas è di fronte. Lei vede le tre cime, la luna che passa dietro di loro. E’ la stessa visione che si ha poco lontani dalla casa di quei due. Possiamo anche stabilire l’orario approssimativo dei due sogni tenendo conto della posizione della luna ».
Gli dissi che il corpo poteva essere stato spostato per facilitare il ritrovamento.
« Probabilmente dov’era prima nessuno si sarebbe avventurato ».
« Se la sua teoria non è pura suggestione », disse Ermini, « ogni particolare del sogno o messaggio che sia può avere un significato molto importante per capire ciò che è successo ».
« Cosa intende dire »?
« Il maiale, per esempio ».
Il padrone bussò alla porta del salottino, entrò.
« Pronto in tavola », disse.

(14a puntata. continua)

b.faverio

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