Domenica 16 Agosto 2009

Il racconto d'estate/15
Il caso si complica: unico indizio, un maiale

La telefonata arrivò a metà pranzo. Era il capo. Aveva ricevuto la comunicazione del ritrovamento.
« Del presunto assassino », puntualizzai.

« Sarebbe a dire »?, chiese.
« Non sono certo che sia lui ».
« Ci sono indizi »?
« Sì ».
« Quali »?
« Vaghi ».
« Quali »!, ripeté.
Potevo dire al mio superiore che il principale indizio era un maiale?
« Una specie di confessione scritta », dissi pensando al diario.
Lui tacque.
« Pronto », dissi dopo un po’ di secondi.
« Avevi tre giorni. Te ne resta uno e mezzo. Dopodomani mattina in ufficio. Non voglio ritardi ».
Riappese.
Tornai al coniglio alle erbe.

Gran parte del coniglio era rimasto nei piatti. Pure Ermini non aveva molto appetito.
« Qualcosa non va »?, chiesi.
Ermini fece un gesto con la mano.
Avevano nuovamente rinviato l’intervento del fratello. Mi scusai per non avergli mai chiesto niente.
« Sono ossessionato da questa storia », spiegai.


Ermini disse che ognuno aveva i suoi guai. Gli chiesi che malattia avesse suo fratello. Un tumore, disse. Ma preferiva chiamarlo becco. Un becco nel cervello. Inoperabile a giudizio di tutti, tranne che del professore.
« Il professore vive nella sua isola e non teme le statistiche. Non ha bisogno di finanziamenti. Rischia quello che c’è da rischiare e non nasconde nulla », disse.
« Come mai ha rinviato l’intervento? Cosa le ha detto »?
« A dire la verità, con lui non ho mai parlato », disse.
« Com’è possibile »?
« Non l’ho mai visto. Parla per bocca del suo primo aiuto ».
« Un tipo originale », commentai.
Ermini approvò.


« Non sapevo dell’esistenza di questa clinica sino a che non me ne ha parlato lei », dissi.
« Sono cose che si scoprono quando se ne ha bisogno ».
« Già ».
« Alle tre ho appuntamento con l’aiuto del professore ».
« E’ preoccupato »?
« Non ho la minima idea di ciò che dovrà dirmi ».
« Ci sta un caffè »?
Lo bevemmo in silenzio. Fuori il tempo virava al brutto.
« Vorrei farle una domanda », dissi.
« Dica ».
Mi sistemai sulla sedia.
« Cosa intendeva prima, quando ha detto che ogni parte del sogno può avere un significato »?
« Esattamente ciò che ho detto ».
Cioè che non solo l’uomo poteva aver comunicato posizione e ora ma anche aver lasciato un indizio, una traccia da seguire.
« Il maiale »?, chiesi.
Che traccia poteva essere ?
« Per chi non ha niente può essere tutto », disse Ermini.
Sapevo che i maiali possono essere domestici alla stregua dei cani ?
Non lo sapevo. La mia cultura urbana arrivava solo a mangiarlo, tagliati in comode fettine.
« Non siamo molto diversi noi uomini », disse Ermini, « Anche noi mangiamo pressoché di tutto ».

(15a puntata. continua)

b.faverio

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