Martedì 01 Settembre 2009

Cristina Meini a ParoLario
"Noi siamo psicologi per natura"

di Vera Fisogni

Capire gli altri è indubbiamente una bella sfida. Anche filosofica, come spiegherà il 2 settembre alle 18.30 a ParoLario la professoressa Cristina Meini, docente di Psicologia all’Università del Piemonte Orientale e al San Raffaele di Milano, con dottorati conseguiti a Ginevra e Parigi. Discuterà di «Neurofilosofia dell’empatia», ovvero di come si possa «leggere la mente degli altri». Tra i suoi libri più noti, ricordiamo «La psicologia ingenua. Una teoria evolutiva» (McGrawHill Companies, 2001).
Professoressa Meini, l’uomo vive di relazioni. L’empatia che tipo di viaggio è? Verso l’altro o nell’altro?
Quello che emerge dai dati che si stanno producendo è che, anche per capire noi stessi, in qualche modo "usiamo" gli altri. Nel senso che - quando siamo nella relazione con un’altra persona - noi risuoniamo dei suoi stati mentali e dei suoi comportamenti. Anche al grande pubblico sono noti, del resto, gli studi sul funzionamento dei "neuroni specchio": si attivano quando osserviamo un’azione compiuta da altri, come se fossimo noi a compierla. I "neuroni specchio" sono stati scoperti nell’atto dell’afferramento: una scimmia vede qualcuno che afferra con intenzione, ecco che si attivano in lei questi neuroni.
L’empatia è una componente più emotiva o mentale?
Ha entrambe le caratteristiche, anche se non è una componente cognitiva di alto livello, come può esserlo la riflessione. Riguardo agli esseri umani, in risonanza magnetica, si è scoperto che si attivano anche componenti affettive, emozionali. Se vedo una persona che sta soffrendo, mi si mettono in moto gli stessi neuroni di quella sensazione. Lo stesso avviene, ad esempio, con il disgusto.
Allora, perché spesso ci sentiamo vicini a chi soffre e poi agiamo male?
Mi viene da dire: perché abbiamo le emozioni e i lobi frontali. Oltre alle emozioni suscitate dall’empatia, possediamo altre emozioni, ad esempio la gelosia. Nei lobi si trova invece la parte più razionale di noi, capace di bloccare le emozioni.
Lei ha sostenuto che la mente non è un blocco unico, ma ha una struttura modulare.
L’empatia di cui discuterò a ParoLario è un titolo, un aspetto di una ricerca più ampia. Mi occupo, precisamente, di intelligenza sociale: la capacità che abbiamo noi esseri umani di capire gli altri, prevederli e, a volte, anche ingannarli. L’empatia è uno di questi aspetti, che mostra come siamo, in fondo, psicologi per natura.

c.colmegna

© riproduzione riservata

Tags