A teatro con lo smartphone  Lo spettacolo passa proprio lì
“It’s app to you - O del solipsismo” promette di coinvolgere gli spettatori

A teatro con lo smartphone

Lo spettacolo passa proprio lì

Cantù: questa sera, 9 marzo, al San Teodoro una proposta insolita: “It’s app to you - O del solipsismo” - Un delitto che diventa un videogioco e una riflessione sull’invasione del mondo virtuale

Non siete stanchi del mondo virtuale e volete viverlo anche in teatro? Bene, allora fa per voi il promettente e curioso appuntamento di questa sera, al Teatro San Teodoro di Cantù. Alle 21, va in scena, per la stagione di prosa e danza, “It’s app to you - O del solipsismo”, spettacolo vincitore del premio “In Box - Rete del sostegno del teatro emergente italiano 2018”.

Lo spettacolo creato dalla compagnia Bahamut, nasce da un’idea di Leonardo Manzan, che cura anche la regia, ed ha la drammaturgia di Camilla Mattiuzzo. In scena saliranno Leonardo Manzan, Andrea Delfino, Paola Giannini. La produzione ha il sostegno di Centro Teatrale MaMiMò.

Il pubblico non assisterà a un semplice spettacolo ma farà parte di un vero e proprio videogioco interattivo. La vicenda è quella di un “giallo” con tanto di assassinio e di mistero da risolvere. La vittima, che viene individuata con il numero 46, si “risveglia” in una stanza, sul pavimento una pistola e del sangue, è appena stata assassinata ma ha ricordi confusi. Non le resta che scoprire l’assassino e vendicare la sua morte. Come potrà verificarsi questa soluzione? Entra in gioco “It’s app to you” un’app.

Ad utilizzarla sarà 47, uno spettatore selezionato, a sua insaputa, dalla platea. A lui (o lei) verrà assegnato il compito fondamentale e coinvolgente di scaricare l’app sul suo smartphone (per una volta non confinato nella tasca o nella borsa, ma parte integrante dello spettacolo). In questo modo, lo spettatore si connetterà al videogioco potrà guidare 46 nello svolgimento delle indagini. Naturalmente, come in ogni giallo che si rispetti, molte saranno le difficoltà e tutte le prove sembreranno tendere verso un unico epilogo: il suicidio della vittima. Così, per risolvere il gioco ed uccidere l’assassino, non può fare altro che uccidere nuovamente 46. Lo spettacolo è costruito in modo da integrare in modo inestricabile il reale e il virtuale, in un circuito ciclico che non può finire se non con un “Game over”. Dunque, il San Teodoro, ancora una volta, ospita un lavoro che sceglie un linguaggio nuovo, fortemente legato ai tempi in cui viviamo.

La Compagnia Bahamut che sarà in scena, è nata solo nel 2015. Gli attori si sono conosciuti alla scuola di teatro Paolo Grassi ed hanno subito iniziato a lavorare insieme. Con questo lavoro, il gruppo vuole far riflettere sul vincolo, sempre più stretto, che si crea, oggi, tra l’uomo e il mondo virtuale, in cui un algoritmo forza la realtà e la controlla. Le domande sono pressanti: «Qual è il confine tra la finzione e la realtà? Se la virtualità si rivelasse più reale di quanto credi? Se fosse il gioco a controllare te?». Quesiti intriganti e anche un po’ ansiogeni, cui forse dovremmo provare a rispondere, anche fuori dal contesto teatrale. Per assistere allo spettacolo, i biglietti costano da 14 a 8 euro. Info: www.teatrosanteodoro.it. Si può chiamare anche lo 031717573 attivo solo in orario biglietteria o mandare un messaggio al 338 21 70 275 su cui è attivo il servizio WhatsApp.


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