Addio al filosofo
Giulio Giorello

È morto a Milano a 75 anni. Fu ospite delle Primavere di Como e della Fondazione Volta

Addio al filosofo Giulio Giorello
Como Giulio Giorello (a destra) al Teatro Sociale per Primavere di Como de La Provinc con Stefano Boeri e il direttore Diego Minonzio
(Foto di Andrea Butti)

È morto a Milano a 75 anni il filosofo Giulio Giorello: era nato nel capoluogo lombardo il 14 maggio del 1945. Era allievo di Ludovico Geymonat ed è stato il suo successore nella cattedra di Filosofia della Scienza all’Università Statale milanese.

Da quanto si è appreso, era stato ricoverato per il coronavirus circa un mese fa al Policlinico da cui era stato dimesso da una decina di giorni. Negli ultimi giorni la sua situazione era peggiorata.

Giorello ha conseguito due lauree presso l’Università degli Studi di Milano: la prima in filosofia, nel 1968 (sotto la guida di Ludovico Geymonat), l’altra in matematica, nel 1971. Ha quindi insegnato dapprima Meccanica Razionale presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli studi di Pavia, per poi passare alla Facoltà di Scienze presso l’Università degli Studi di Catania, a quella di Scienze naturali presso l’Università dell’Insubria e al Politecnico di Milano. Ha ricoperto la cattedra di Filosofia della scienza presso l’Università degli Studi di Milano.

È stato inoltre Presidente della SILFS (Società Italiana di Logica e Filosofia della Scienza). Ha diretto la collana Scienza e idee di Raffaello Cortina Editore e ha collaborato, come elzevirista, alle pagine culturali del quotidiano milanese Corriere della Sera. Ha vinto la IV edizione del Premio Nazionale Frascati Filosofia 2012.

Nel maggio del 2017 Giulio Giorello fu ospite delle “Primavere” de La Provincia. La serata del ciclo di incontri culturali organizzati dal giornale, moderata dal direttore Diego Minonzio, vide il filosofo a confronto con l’architetto e urbanista Stefano Boeri sul tema “Intorno al colore dei sogni: le città costruite di desideri e paure”.

Giorello parlò di «periferia come condizione umana», dichiarandosi appunto, «ragazzo di periferia» e ricordando la zona di Città studi a Milano prima che le università, i servizi e appunto la vivacità culturale la rendessero un quartiere centrale. Un esempio di come «la periferia più che un luogo geografico è una condizione umana e come tale può cambiare anche molto radicalmente e in tempi brevi - spiegò Giorello - soprattutto in tempi come questi in cui le città sono soggette a delle forme di mutamento difficili da prevedere e anticipare».

Poco più di un anno fa, nel giugno del 2019, il filosofo partecipò a Villa del Grumello, a Como, al ciclo di conferenze rivolto al grande pubblico su scienza, letteratura, arte e musica “La Fondazione Volta Incontra”. Giorello ricordò alcuni passi della lettera di Galileo Galilei al suo ex allievo e amico, Castelli: «Questa lettera, trovata dopo secoli, è il primo manifesto della libertà della scienza. La scrittura e la natura sono entrambe espressioni di Dio, ma la natura al contrario della scrittura segue le sue leggi inesorabili. Quindi è inutile in una disputa scientifica invocare argomenti tratti dalla Bibbia».

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