Alex De Simoni suona per il Tibet a Morbegno. I monaci sul palco

Giovedì all’auditorium concerto benefico per i progetti umanitari del Monastero Sera Jey

Il palcoscenico dell’auditorium Sant’Antonio di Morbegno domani sera, giovedì, farà spazio a un artista molto amato in Bassa Valle che in Bassa Valle è nato, Alex De Simoni. Domani alle 21 De Simoni si esibirà nei “Suoni per il tibet • I monaci tibetani” .

«Si tratta di un concerto- spiega il musicista - in cui suonerò musiche mie al pianoforte e alla fisarmonica, in parte da solo e in parte con altri musicisti, tutti meravigliosi. È un concerto di beneficenza a favore dei progetti umanitari del Monastero Sera Jey, in Tibet». A organizzare è il Centro studi tibetano Tenzin Cio Lin di Sondrio. I monaci di questo monastero saranno a Sondrio nel prossimo fine settimana per la costruzione del Mandala; girano l’Europa per far conoscere la propria cultura e portare l’attenzione alle difficoltà che la loro popolazione vive ancora oggi.

La sera del concerto al Sant’Antonio i monaci saranno sul palco per cantare un mantra di apertura e De Simoni suonerà il piano su un loro canto sacro. Una serata magica insomma. A condividere l’esibizione ci saranno Juliia Bossert (violoncello), Natalia Rogantini (voce), Nicola Maria Lanni (percussioni), Paolo Novellino (suoni ambientali. Il costo di ingresso è di 15 euro, prenotazione consigliata su WhatsApp o sms al 328/7689759 lasciando nome e numero posti. A seguire venerdì, sabato e domenica al Centro studi tibetani di Sondrio in galleria Parravicini 8 si terrà “Mandala di sabbia per la pace” realizzato dai monaci del monastero di Sera ley con ingresso gratuito. Nel dettaglio venerdì 27 ottobre alle 10 toccherà alla cerimonia di inizio della realizzazione del Mandala, sabato 28 ottobre alle 11 e alle 18 interventi musicali di Marta Rovera, flauto solo. Quindi domenica alle 16 dissoluzione del Mandala con distribuzione della sabbia. «Il Mandala – spiega De Simoni - è il risultato di un meticoloso lavoro dei monaci, la sua creazione consiste nel realizzare un disegno di sofisticata bellezza e dal valore spirituale. Letteralmente in sanscrito Mandala significa cerchio che nella sua accezione religiosa indica uno spazio, geometrico e sacro entro cui è circoscritta una divinità».

La pratica di costruzione del Mandala è eseguita dai monaci attraverso l’uso di speciali cannucce che depositano con millimetrica precisione finissime sabbie colorate e, a volte, anche polvere di erbe e fiori sul disegno precedentemente tracciato. Dopo essere stato realizzato con tanto impegno il Mandala viene distrutto attraverso la Cerimonia della Dissoluzione, le sue sabbie vengono in parte distribuite tra le persone presenti e il resto disperso nel corso d’acqua più vicino, così da simboleggiare la transitorietà dei fenomeni.

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