Cristicchi: nell’“Esodo”  la replica e il ricordo
Simone Cristicchi

Cristicchi: nell’“Esodo”

la replica e il ricordo

Dopo la partecipazione a Sanremo, questa sera sarà ad Albavilla

con il dramma delle foibe

“Esodo” è solo uno degli spettacoli che Simone Cristicchi sta portando nei teatri di tutta Italia e che si affiancano all’Instore Tour iniziato il 13 febbraio per la promozione del suo nuovo disco.

Artista poliedrico – oltre che cantautore, è attore teatrale, scrittore e, attualmente, anche direttore del Teatro Stabile dell’Abruzzo e direttore artistico del Festival del racconto di strada Narrastorie -, Cristicchi è stato uno dei protagonisti dell’ultimo Festival di Sanremo: con “Abbi cura di me” ha emozionato il pubblico – guadagnandosi ripetute standing ovations - piazzandosi al quinto posto e vincendo ben due premi, il Premio Sergio Endrigo per la migliore interpretazione e il Premio Giancarlo Bigazzi per la migliore composizione.

Stasera, 15 febbraio, Simone Cristicchi torna in provincia di Como: al Teatro della Rosa di Albavilla porta proprio “Esodo”, con il quale ha già riscosso grandissimo successo a Canzo nella serata organizzata lo scorso 26 gennaio.

L’evento si inserisce nel programma dei festeggiamenti che il gruppo Alpini di Albavilla sta portando avanti per i novantacinque anni dalla sua costituzione. Per l’occasione gli organizzatori hanno voluto coinvolgere un personaggio che ha ripetutamente dimostrato preparazione, sensibilità e attenzione alla storia e allo studio di essa. Lo spettacolo è tratto da “Magazzino 18”, ideato nel 2013 e che, nel 2015, aveva emozionato il pubblico del Teatro Sociale di Como: scritto dallo stesso Cristicchi con Jan Bernas – giornalista e fotografo – e prodotto da Teatro Stabile del Friuli e Venezia Giulia e Promo Music, “Esodo” racconta il dramma vissuto dalle popolazioni istriano-fiumano-dalmate e la tragedia delle foibe e si lega alle iniziative del “Giorno del ricordo”, celebrato lo scorso 10 febbraio.

Alle testimonianze personali – a partire dal ricordo dei giorni in cui, ragazzino, Simone Cristicchi a Roma vedeva la scritta “Quartiere Giuliano Dalmata” e si interrogava su di essa – si alternano quelle, riportate, dei tanti protagonisti delle vicende avvenute nel 1947 e ad esse si aggiungono dati e numeri, riportati in maniera rigorosa, e musica: il risultato è una rievocazione – struggente e attenta - della storia dei trecentocinquantamila italiani costretti a lasciare l’Istria e la Dalmazia dopo che esse furono cedute alla Jugoslavia come “risarcimento di guerra” e occupate dall’esercito popolare del maresciallo Tito.

Proprio nel magazzino numero 18 del Porto di Trieste sono accatastati gli oggetti lasciati dalle famiglie di origine italiana che hanno dovuto lasciare la loro terra natale. Passando dalla recitazione al canto, Simone Cristicchi tocca l’anima del pubblico, restituisce valore e dignità a tutti gli individui – uomini, donne e bambini - ricordati e denuncia la crudeltà umana e la tragedia attraverso l’amore e la forza del bene.

L’inizio dello spettacolo è previsto alle 21, l’ingresso è ad offerta libera fino ad esaurimento dei posti disponibili; la sala – sita in via Patrizi, 6 – verrà aperta dalle ore 20.30.


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