«Il mio sito di incontri, ma solo per lettori»
Grazia Buono

«Il mio sito di incontri,
ma solo per lettori»

Intervista a Grazia Buono, co-fondatrice del sito Librimbocca.it: un sito di “dating” tutto particolare

Conoscersi grazie ai libri e “leggersi”. Avviene grazie a Librimbocca.it, un sito nato durante il lockdown della scorsa primavera da un’idea – e dall’esperienza diretta – di Grazia Buon o e Simone Giudici.

Grazia, lei è un’infermiera, impegnata dunque a pieno ritmo da mesi. Anche per lei, però, erano necessari dei momenti di pausa e dalla passione per la lettura è nato “Librimbocca”. Come è iniziato?

È nato dall’incontro tra due persone, una delle quali sono io. Come per molti, a primavera la mia vita era divisa tra lavoro e casa, così ho pensato di iscrivermi ad un’App di dating, sebbene non fossi mai stata entusiasta dell’idea. In quel modo ho conosciuto Simone Giudici e, durante una delle tante chiacchierate, gli ho proposto di leggere l’uno per l’altra un libro a nostra scelta. Lui è rimasto inizialmente stupito, ma ha accettato e ci siamo scambiati i nostri contatti. Abbiamo dunque iniziato uno scambio di messaggi vocali in chat in cui io leggevo il saggio “Il lupo e il filosofo” di Mark Rowlands e lui “Mucchio d’ossa” di Stephen King. La lettura è durata a lungo, per cui abbiamo proseguito per alcuni mesi.

All’incontro virtuale è poi seguito quello di persona, da cui è scaturita anche l’idea di allargare la vostra esperienza ad altri: come funziona Limbrimbocca.it?

La scorsa estate ci siamo visti di persona e ci siamo dati un riscontro di quella che era stata l’esperienza: per entrambi è stata nutriente e arricchente e così io ho pensato che potesse nascere un’app tramite cui le persone potessero fare la stessa cosa. Simone è un consulente informatico e ha iniziato subito a pensarci: abbiamo riordinato le idee e così è nato il nostro sito. Il sistema è molto semplice: in Homepage compaiono alcune proposte ed esiste anche una sorta di selezione per argomenti e generi. Chi vuole leggere invia la sua proposta, che compare sul sito, e chi è interessato la seleziona.

Di fatto, è un vero e proprio “match”, come nelle app di incontri e dating.

L’idea di fondo, però, è molto diversa e anche il tipo di contatto che si stabilisce è del tutto peculiare: c’è un solo “vincolo” imposto, è corretto? Quale?

Sì, l’idea è in realtà quella di usare il sito come punto di partenza, facendovi però rimanere le persone meno tempo possibile: l’incontro deve diventare poi privato tra loro e l’unico “limite” è dato dal fatto che è possibile scegliere solo una lettura – e quindi un lettore o lettrice – alla volta, comunque senza “paletti” legati al sesso o al genere e liberi anche di interrompere prima la lettura se non piace o se non ci si sente a proprio agio. Pensiamo che la lettura necessiti di un impegno da dedicare ad una sola persona alla volta, con cui condividere quell’esperienza. Sulle app di dating va tutto molto – troppo – veloce; quello che proponiamo noi è la scelta di fermarsi e concedersi del tempo: un valore che forse si è perduto e che, invece, dà qualità all’incontro.

Una cosa che lei e Simone tenete a precisare è che non si propongono audiolibri, né si divulgano le letture dei partecipanti.

No, infatti, un audiolibro è un prodotto che prevede un certo tipo di lettura e una registrazione professionale, perché ha un altro tipo di destinazione. In questo caso si tratta della lettura che due persone si scambiano in situazioni decisamente “caserecce” e familiari: capita di fare errori, di ridere o commuoversi mentre si legge, di sentire in sottofondo un cancello, un campanello che suona, un cane che abbaia. Cose che danno l’idea di intimità, che uniscono le persone attraverso un filo che rende la comunicazione semplice e bella. Il sito, inoltre, non registra alcun tipo di materiale né lo divulga.

Qual è il riscontro, finora?

Il sito è nato da poche settimane e sono state aperte anche le pagine Facebook e Instagram. L’idea è molto semplice, ma tutt’altro che banale: non è da tutti leggere ad alta voce e va superato lo scoglio della vergogna, ma in tanti sono “andati oltre” e si sono iscritti, perché “leggersi” per alcuni minuti al giorno è diventato naturale e ascoltare una storia riporta anche a quando si era bambini.


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