«Negrita, questo tour ha una marcia in plus»
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«Negrita, questo tour
ha una marcia in plus»

Il chitarrista Enrico “Drigo” Salvi svela i retroscena del concerto che arriverà a Como il prossimo 11 luglio

Il loro concerto è uno degli eventi più attesi dell’edizione 2019 del Festival Como Città della Musica, sia perché sono una delle band più longeve e amate del panorama rock italiano sia perché, per festeggiare i loro 25 anni di carriera, hanno deciso di portare a Como una tappa della loro “Teatrale Plus”. Loro sono Pau, Drigo e Mac, in arte i Negrita, che si esibiranno giovedì 11 luglio all’Arena del Teatro Sociale in via Vincenzo Bellini 3. È proprio Drigo, al secolo Enrico Salvi, a raccontare i preparativi e le aspettative per questo live.

Come mai avete scelto di portare in giro un tour teatrale?

Avevamo intenzione di fare qualcosa di speciale, che ci permettesse di sperimentare dinamiche particolari. Abbiamo provato in primavera e sia noi che il pubblico siamo rimasti davvero soddisfatti del risultato. Così, abbiamo pensato di riproporlo, con una formula leggermente diversa: il concerto partirà in forma acustica e piano piano si trasformerà in concerto elettrico. Avremo così la possibilità di offrire tutto il nostro arsenale espressivo, tanto che da “Teatrale”, la tournée ha preso il nome di “Teatrale Plus”.

In febbraio è uscito “I ragazzi stanno bene (1994 – 2019)”, l’album che celebra i vostri 25 anni di carriera artistica. Con quale criterio sono stati scelti i brani contenuti nel disco?

Scegliere non è stato per niente facile. Non potevamo tenere fuori le hit che tutti conoscono, ma abbiamo inserito anche canzoni che non sono mai diventate singoli radiofonici, nonostante abbiano vissuto di vita propria e siano rimaste nel cuore di tanti. Il criterio u non è stato cronologico, ma puramente emotivo. Io non ascolto mai i dischi dei Negrita, ma questa raccolta mi dà la possibilità di ripercorrere la nostra storia, di pensare che, in questi 25 anni, abbiamo fatto il giro del mondo tante volte.

Il viaggio è uno dei temi più ricorrenti nella vostra produzione musicale.

Quanto è contato, nella vostra vita personale e di gruppo, viaggiare?

Il primo viaggio importante, nato in un modo curioso e singolare, lo abbiamo fatto all’inizio della lavorazione dell’album “L’uomo sogna di volare”, nel 2005. Una sera, ho trovato una mail di un amico del liceo, impiegato al Consolato Italiano in Sudamerica, che mi chiedeva se eravamo interessati a viaggiare per un mese attraverso i paesi dell’America del Sud, suonando in posti dove i nostri album non erano nemmeno distribuiti. Inizialmente ho pensato che fosse un’idea assurda, ma quando l’ho proposta agli altri, tutti abbiamo convenuto che fosse un’occasione incredibile per vedere posti che conoscevamo solo attraverso il cinema o la letteratura.

Com’è andato?

È stato un viaggio straordinario, abbiamo avuto la fortuna di incontrare artisti incredibili e ad entrare nel vivo della scena brasiliana e non solo, scoprendo che, al di là del mondo anglosassone, leader nel mondo della musica, ci sono tantissime realtà con una dignità ed uno spessore artistico notevolissimi.

“I ragazzi stanno bene”, brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo, ha dato vita a una piccola polemica, che voi avete prontamente chiarito.

Sì, in una frase si cita un “Comandante” e, ancora prima di esibirci sul palco dell’Ariston, ci è stato chiesto se ci stavamo riferendo a Matteo Salvini. La cosa è rimbalzata su tutti i giornali e ci ha un po’ danneggiato, soprattutto perché non era assolutamente nelle nostre intenzioni creare alcun collegamento di questo genere. È un brano che parla di speranza e libertà, un incoraggiamento rivolto non solo ai ragazzi ma anche agli adulti, non c’è nessun nesso politico.

Cosa si deve aspettare il pubblico dal concerto dell’11 luglio?

Qualcosa di speciale. Le canzoni avranno vesti uniche e differenti, quasi più affascinanti di quelle originali. Non vediamo l’ora di farvele sentire.

Inizio ore 21.30, biglietti disponibili da 39 a 49 euro. Info: teatrosocialecomo.it


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