Palchettisti, festa grande per i 250 anni
«Fulcro della cultura nella nostra città»

Doppio evento all’insegna di musica e danza. Con un libro fotografico celebrativo

La società è nata nel 1764, prima gestiva il Broletto e poi costruì il Teatro Sociale

In occasione dei 250 anni dalla sua fondazione, la Società dei palchettisti del Teatro Sociale propone una serata-evento dedicata alla città che si terrà sabato 7 giugno a partire dalle 21.

La festa inizierà in Sala Bianca con un concerto di arie d’opera di Mozart, Puccini e Verdi a cura dei soprani Federica Lombardi e Bianca Tognocchi e del tenore Marco Ciaponi, accompagnati al pianoforte dal maestro Giovanni Brollo. La serata continuerà poi in piazza Verdi, dove a partire dalle 22 la compagnia di danze verticali “Il posto” si esibirà con uno spettacolo che fonde danza, architettura e musica: per quaranta minuti gli spettatori dovranno stare naso all’insù per ammirare le artiste Elena Annovi e Simona Forlani ballare sulla facciata del teatro, interpretando le coreografie di danza verticale ispirate a Tintoretto ideate da Wanda Moretti e accompagnate dalla musica per sax e live electronics di Marco Castelli.

L’importante compleanno della Società dei palchettisti verrà celebrato anche con un libro di Carlo Pozzoni che ripropone l’atto ufficiale di costituzione dell’associazione, avvenuta il 7 giugno 1764: si tratta di una serie di fotografie a cui è stata aggiunta, in appendice, la trascrizione in italiano corrente del testo con cui Maria Teresa D’Austria autorizzava la creazione dell’associazione.

«I più credono che la società del palchettisti sia nata insieme al teatro – spiega il presidente Francesco Peronese – in realtà la data ufficiale sui documenti risale a 50 anni prima, ovvero al 1764. La Società aveva infatti avuto in gestione il Broletto come sede di un teatro, e quando l’ente pubblico comunale decise di riappropriarsene per trasformarlo nell’archivio storico cittadino, ai palchettisti venne concessa l’area dietro il Duomo, dove sorgevano le rovine del vecchio castello medievale. Ed è qui che i palchettisti costruirono il Teatro Sociale che ancora conosciamo».

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