Giovedì 16 Aprile 2009

Parla il papà di Cristina:
"E' stato un inferno"

PARE' - No, lasci stare. Niente interviste, grazie». L’ha ripetuto per tre mesi senza mai perdere la pazienza ma con una fermezza che non lasciava spazio a ulteriori richieste, l’ha ribadito mercoledì pomeriggio affacciandosi alla finestra della sua casa di Parè, che dà sul piazzale Garibaldi. «Non ho nulla da aggiungere a quello che scrivete da mesi, anche se avrei molto da replicare» aggiunge, mentre dall’interno si alzano le proteste di Kima (la cagnolina di Cristina, che quando la vede in televisione scodinzola). Ma la resistenza si scioglie presto, e Antonio Del Basso si decide a scendere e concedere la sua prima intervista "informale" con una sola clausola: niente foto. Peccato perché è un uomo dallo sguardo morbido e diretto; meriterebbe un bel primo piano.
Siamo alle strette finali, Cristina potrebbe anche vincere… come vive questi momenti?
ìMi creda, la cosa che mi sta più a cuore è che Cristina torni a casa e decida cosa è meglio per lei. Se dovesse vincere tutti quei soldi potremmo solo consigliarla, come farebbe qualsiasi genitore, ma sarebbero soldi suoi e non ho dubbi sul fatto che riuscirebbe a gestirli bene. L’importante è che non perda di vista i valori della nostra famiglia, che indicano nell’onestà e nella semplicità delle cose la vera ricchezza di un individuo.
Come ha vissuto l’enorme interesse mediatico suscitato da Cristina?
Male, molto male. Sa, io faccio parte dell’Arma dei Carabinieri e vuoi per deformazione professionale e anche come forma mentis, la discrezione mi appartiene come una seconda pelle. Può ben immaginare in quale girone dell’inferno mi sia trovato con le foto di mia figlia su ogni rivista, internet, i quotidiani locali e la sua storia buttata in pasto a tutti. Le garantisco che è stata un’impresa mantenere i nervi saldi davanti alle battutine da bar che mi seguivano ovunque, i miei colleghi sono stati molto attenti a non infierire ma, mi creda, è stata durissima.
Che cosa pensava di sua figlia in quei momenti?
Nonostante tutto questo marasma la fiducia in Cristina non è mai venuta meno, anzi, con il suo comportamento dentro la casa ha solo confermato le doti che le riconosciamo da sempre: sensibilità, onestà e una pulizia morale che esula dall’immagine esteriore, anche se traspare molto bene dai suoi occhi. È rimasta una bambina, con un’intelligenza da donna… Aggiungerei che ha un’ostinazione capace di muovere le montagne.
Quali sono gli aspetti di sua figlia che lei ama di più?
Sicuramente la sensibilità verso ogni forma di vita, le faccio un esempio: fin da piccola ha mostrato un’attenzione quasi maniacale verso gli animali, non dico i cani e i gatti, che sono normalmente amati dai bimbi, ma tutti quegli animaletti che regolarmente sono schiacciati o ignorati come le formiche, i ragni, le lucertole, i grilli, insomma tutto ciò che si muove, ebbene lei li salvava tutti e guai se per sbaglio qualcuno di loro veniva calpestato o ucciso, era capace di scene strazianti; come quando è morta la sua paperetta, ancora oggi non riesce a parlarne senza piangere… Ha sempre detto: «bisogna rispettare la vita in tutte le sue forme». Questo pensiero ci accomuna molto.
Cristina a chi somiglia maggiormente?
Guardi, fisicamente è molto simile a mia madre, come carattere è unica!
Cosa l’ha ferita di più in questa storia?
Mi ha amareggiato e a tratti disgustato lo scavare dei giornalisti nel passato di mia figlia, senza il minimo rispetto verso quelle che erano scelte assolutamente personali. Sono riusciti a farci passare come genitori sconsiderati, mentre in realtà avevamo solo concesso a Cristina tutta la nostra fiducia, mettendo in conto che anche dagli errori si può imparare molto.
E adesso?
Adesso si torna alla vita di tutti i giorni, quella fatta di cose semplici, reali, dove mia figlia avrà sempre il posto d’onore.

Marialuisa Righi

m.schiani

© riproduzione riservata