Giovedì 15 Maggio 2008

Semifinali del Concorso di piano
Agli esclusi il verdetto per e-mail

Quando si vince, si sa, si lascia spazio alla gioia e le domande passano in secondo piano. Se la vittoria scappa di mano invece, lo spazio, le domande, lo trovano. Per capire dove s’è sbagliato. Al diciottesimo concorso pianistico Città di Cantù, l’ora dei verdetti è già arrivata, e la competizione tra giovani talenti di tutto il mondo è entrata nel vivo, con le semifinali iniziate ieri e che proseguono oggi. Novità di questa edizione, gli esclusi, ovvero quanti non sono tra i trentadue che si esibiranno con l’accompagnamento dell’orchestra filarmonica romena Miahil Jora di Bacau diretta dal maestro Ovidiu Balan, hanno l’opportunità di un colloquio con la giuria per comprendere i motivi dell’esclusione. Inoltre, tutti loro, riceveranno al proprio indirizzo e-mail una sintesi del proprio giudizio finale. «Un’innovazione - spiega il presidente  Giuliano Molteni - che abbiamo inserito per creare un dialogo sempre più costruttivo con i pianisti. Per questo si è scelto un metodo veloce e pratico come la posta elettronica». Passaggio quasi obbligato, di fronte all’evidenza che solo il 10% delle iscrizioni arrivate quest’anno erano nel tradizionale formato cartaceo.
La speranza però, per chi è rimasto in gara, ovvero i 15 concerti classici protagonisti ieri, e i 17 concerti romantici in scena da questo pomeriggio alle 15.30 al teatro Fumagalli, è che quell’e-mail non arrivi. Compito non semplice, per la giuria presieduta dal critico musicale Enzo Restagno, stabilire chi avrà questa soddisfazione, perché la qualità dei partecipanti al <Città di Cantù> si fa sempre più alta. «Altissima», l’unico commento che si riesce a strappare a Molteni, dato che i giudizi, affidati al rigore incontestabile dei numeri, sono ancora in corso per stabile chi, domenica sera, sarà laureato successore di Mariya Kim e Alexander Yakovlev nell’albo dei vincitori. E un’eccessiva eccellenza, paradossalmente, potrebbe richiedere qualche aggiustamento al programma: «I finalisti saranno tre per categoria - spiega Giuliano Molteni - ma se dai giudizi emergeranno degli ex aequo il numero, ovviamente, aumenterà. In tal caso potremmo dover anticipare l’inizio delle finali al tardo pomeriggio, per dare all’orchestra la possibilità di fare una pausa tra i concerti, ognuno della durata di almeno 45 minuti». Si attendono verdetti e finali, mentre molti di coloro chi non hanno passato lo scoglio delle eliminatorie sono già ripartiti, dato che l’impegno economico, per chi alloggia in albergo, non è indifferente. «Per questo - chiude - l’anno prossimo spero di riuscire ad ottenere degli spazi vuoti, per esempio i Concettini, perché tutti i pianisti possano essere ospitati».

Silvia Cattaneo

b.faverio

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