Caos stadio, i tifosi contro il Comune  Rabbia e striscioni all’esordio
Uno degli striscioni esposti ieri in curva: il “nemico” pubblico è il Comune (Foto by foto cusa)

Caos stadio, i tifosi contro il Comune

Rabbia e striscioni all’esordio

Ieri prima partita, al centro il tema dei lavori - Messaggi ironici e l’invito ad accordarsi con la società - Balducci: «Siamo in ritardo». Vitali: «Sì all’idea tedesca»

Lo stadio, inteso come la gente che lo popola, chiede a gran voce una ristrutturazione del Sinigaglia. Ieri, in occasione della prima partita ufficiale della nuova stagione, i tifosi azzurri hanno riproposto uno “storico” striscione (riporta la scritta «Mal Comune mezzo stadio») e ne hanno esposto uno nuovo, invitando il sindaco Mario Landriscina e gli amministratori cittadini a prolungare subito la concessione, oggi limitata a due anni. Il tema dei lavori tanto attesi e quello del possibile maxi progetto da 60 milioni era sulla bocca di tutti, ieri, e non poteva essere altrimenti dopo le notizie di questi giorni.

Tra chi frequenta l’impianto da anni serpeggia ormai la convinzione che un intervento “pesante” sul Sinigaglia sia assolutamente necessario. E che si debba dare alla nuova società un periodo lungo per poter intervenire.

«Credo che si debba garantire al Como una concessione lunga – dice Pietro Sancassani, presidente del Como Club Fedelissimi Bellagio - In questo modo tra l’altro il Comune potrebbe svincolarsi dalla manutenzione ordinaria e investire risorse in altri ambiti». Per Sancassani, la gestione comunale è stata deludente: «Vado allo stadio dal 1976 e credo che il Comune abbia fatto ben poco in tutti questi anni, lasciando deperire un suo gioiello. Ora spero davvero che questa nuova società, che si presume sia seria, presenti un progetto: tutti noi tifosi desideriamo uno stadio più bello e moderno. Guardate il settore distinti: fanno pena, la zona è in pieno degrado».

Leo Valli, attore e speaker del Como ormai da molte stagioni, parla di un Sinigaglia fatiscente: «Un intervento è assolutamente necessario, ogni settore ha dei problemi, compresi quelli cosiddetti “vip”. Credo che lo stadio, debba adeguarsi alle normative, alle nuove esigenze e ai tempi».

Come tanti, anche Valli ha seguito il tam tam di queste ore sulla necessità di intervenire sulla struttura ed è fiducioso: «Forse qualcosa si sta muovendo, anche il Comune credo che abbia capito le intenzioni della società. Se poi è vero che ci sono dei soldi per le strutture sportive, dico che è giusto usarli. Altrove, amministrazioni e società vanno di pari passo, all’estero ci sono tanti esempi di impianti medio-piccoli da cui prendere spunto: è il arrivato il momento di fare qualcosa».

Storica voce del Como per la tv locale, Nino Balducci avrebbe preferito un intervento più deciso della società: «Tutti gli anni sento questa storia, di un nuovo stadio si parla da decenni. Il giorno dopo il loro insediamento, i nuovi proprietari avrebbero dovuto creare un tavolo con l’amministrazione, siamo già in ritardo. Diciamo che nessuno ha spinto sull’acceleratore. Mi auguro però che si faccia qualcosa, 60 milioni di euro sono un cifra notevole. Speriamo si possa fare qualcosa di soddisfacente per i tifosi e per la città».

Chiude lo scrittore Andrea Vitali, grande tifoso del Como: «Seguo il dibattito, spero davvero che ora si faccia qualcosa. Bello il progetto tedesco dei tempi di Porro che potrebbe essere la soluzione giusta, una piccola “bomboniera”. Speriamo in un intervento, perché il nostro vecchio Sinigaglia ne ha proprio bisogno». Anche al numero uno del Como Michael Gandler il progetto tedesco è piaciuto parecchio. Sarà la volta buona?


© RIPRODUZIONE RISERVATA