«Addio, mio Matteo
Mi costringerai
a vivere di ricordi»

Stazzona: le parole della madre ai funerali del ragazzo travolto da una valanga mentre si trovava sul Mortirolo

«Addio, mio Matteo Mi costringerai a vivere di ricordi»

Tanti i momenti di commozione ai funerali di Matteo Gestra, il giovane travolto da una valanga domenica 24 gennaio sul Mortirolo. Su tutti, quello preparato dagli amici al termine del mesto rito, celebrato al campo sportivo per poter accogliere le centinaia di persone intervenute: le note della canzone “Gli angeli”, di Vasco Rossi, hanno accompagnato lo scorrere, su due schermi, di foto e video dei vent’anni di “Teo”.

Un applauso si è levato spontaneo, al termine, assieme a tante lacrime dei numerosissimi giovani presenti. Toccante anche il messaggio di mamma Monica, letto da un compaesano: «Di solito, quando ti telefonavo eri sempre in un posto diverso da dove mi avevi detto di volerti recare, perché non stavi mai fermo fin da quando avevi cominciato a muovere i primi passi. Questa volta non hai risposto alla mia telefonata e nemmeno ai messaggi; non hai risposto perché hai voluto raggiungere tuo papà lassù. Te ne sei andato troppo presto, costringendomi di vivere dei tuoi ricordi. Vent’anni sono l’età dei sogni, dell’amore e delle amicizie e l’ultimo pensiero è la morte».

«Nonostante i tuoi vent’anni – sono sempre le affettuose parole della madre – avevi già dimostrato anche un grande senso di responsabilità andando a gestire il parco avventure che ti aveva lasciato in eredità tuo papà. Ma io ti ricordo soprattutto come un figlio che ogni madre vorrebbe avere: rispettoso, cortese, che sapeva sempre sorridere».

«Siamo qui oggi, in un campo sportivo, per una partita della solidarietà e della condivisione – ha esordito il parroco, don Romano Trabucchi, in un’omelia che si è poi tradotta in un messaggio del vescovo, monsignor Oscar Cantoni – Mi rivolgo alla famiglia di Matteo e ai compaesani in un momento di grande vuoto per loro, quando è umanamente impossibile trovare risposte dinanzi a un dramma che soltanto un anno e mezzo aveva avuto un precedente altrettanto terribile. L’unica risposta è Gesù – è sempre il messaggio del vescovo letto dal sacerdote – quel Gesù che piange dinanzi alla morte di Lazzaro e si dispera sulla croce perché si sente abbandonato. E’ lui la via per arrivare al Paradiso e in lui vi invito a confidare». (Gianpiero Riva)

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