Argegno, funivia ferma per frana  Al via i lavori per farla riaprire
La quantità di materiale franata sulla funivia

Argegno, funivia ferma per frana

Al via i lavori per farla riaprire

Oltre cento metri cubi di materiale da sgomberare con le motocarriole e escavatore

È corsa contro il tempo per riaprire la funivia Argegno-Pigra, la cui stazione di valle (Argegno) è stata interessata mercoledì mattina da un vasto movimento franoso, conseguenza diretta della bomba d’acqua che si è abbattuta su Argegno e sulla fascia costiera tra Cernobbio e Tremezzina.

Ben 120 i metri cubi di materiale depositati non solo ai piedi di della cabina, ma anche nelle due briglie di contenimento realizzate dal Comune di Argegno e che di sicuro hanno attutito (e di parecchio) l’impatto della frana, caduta - va ricordato - alle spalle della statale Regina. Ieri, dopo l’ordinanza sindacale per i lavori urgenti di ripristino dello status quo (affidati alle mani esperte della Mara Srl) a firma del sindaco Gran parte del materiale dovrà essere rimosso con l’ausilio di motocarriole e di un mini escavatore. Ieri pomeriggio si è tenuto un nuovo sopralluogo operativo alla presenza del sindaco, del tecnico comunale e dell’impresa. L’obiettivo è liberare e mettere in sicurezza la stazione di valle, così da poter consentire alla funivia di ripartire. Serviranno almeno 48 ore di lavori a ritmo serrato per capire poi se la funivia potrà ottenere il via libera alla riapertura. La speranza è di avere il “semaforo verde” entro domenica mattina. Tutto questo però senza dimenticare che per questa mattina è previsto un nuovo passaggio di nubi con possibili precipitazioni (brevi, ma intense). Di sicuro, come detto, senza le due briglie di contenimento, che hanno attutito la caduta del materiale, le conseguenze sarebbero state ben più serie. Argegno è il Comune rivierasco che ha pagato il tributo maggiore in termini di danni. Ieri gli uffici comunali hanno provveduto a redigere la conta dei danni (con relativa descrizione), quantificati in 60 mila euro.


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