Benvenuti nel paese  più leghista d’Italia  «Matteo, ti aspettiamo»
Una panoramica di Cavargna, paese con poco più di 200 residenti, quasi tutti frontalieri (foto dal sito del Comune)

Benvenuti nel paese

più leghista d’Italia

«Matteo, ti aspettiamo»

Il ministro Salvini lo ha citato con orgoglio per l’86,79 % dei voti ottenuti alle Europee di domenica. Viaggio nella piccola realtà che è il regno dei frontalieri

In ambito nazionale un elettore su tre ha votato Lega alle europee; a Cavargna l’hanno fatto addirittura nove elettori su dieci. Parlare di plebiscito è persino riduttivo, tanto che stesso Matteo Salvini, nei suoi interventi post-elettorali, ha citato il nome del piccolo Comune lariano come quello più “leghista d’Italia”. Nel borgo estremo della Valle - dove risiedono poco più di 200 persone - i voti validi sono stati 106: ben 92 (l’86,79% per l’appunto) sono stati attribuiti alla Lega e la miseria di 14 agli altri schieramenti (10 a Forza Italia, 2 ai 5Stelle, 1 al Partito Democratico). E adesso, dal paese si leva un grido: «Matteo, ora vieni a trovarci».

Già in passato la Lega era risultata la più gettonata assieme a Forza Italia, ma stavolta ha lasciato agli altri solo le briciole: «Credo che la differenza l’abbia fatta proprio Salvini – commenta a questo proposito il sindaco di San Bartolomeo, Moreno Bonardi – Un leader che sta in mezzo alla gente, che parla con le persone e ne sa toccare il cuore. La gente, insomma, lo sente vicino. Non va sottovalutato, tuttavia, l’astensionismo che si è registrato anche nei nostri piccoli paesi: molta gente, infatti, non si è recata alle urne».

A Cavargna, dove non si votava per le comunali, l’affluenza è stata infatti solo del 35%; bisogna tener conto, peraltro, dei numerosi residenti all’estero: a fronte di 210 residenti effettivi, infatti, gli aventi diritto al voto erano ben 312. Il piccolo Comune di Cavargna fa spesso parlare di sé, in competizione con Val Rezzo, perché risulta anche il più povero Comune d’Italia: il reddito pro capite attorno ai 6 mila euro annui, in realtà, si spiega proprio con la presenza di un gran numero di frontalieri, che per il fisco nazionale risultano a reddito zero.

L’articolo completo su La Provincia di giovedì 30 maggio


© RIPRODUZIONE RISERVATA