Da Nesso sull’Everest  «Pronto a realizzare un sogno»
Roberto Invernizzi con la moglie Ombretta

Da Nesso sull’Everest

«Pronto a realizzare un sogno»

Roberto Invernizzi il 7 aprile parte per scalare gli 8.848 metri della montagna più alta

Sopra le montagne e sotto le stelle, sul tetto del mondo a 8.848 metri. È lì che è diretto Roberto Invernizzi, 47 anni e residente a Nesso, pronto a conquistare l’Everest nell’impresa della vita. Un sogno che diventa realtà, una preparazione lunga e complessa ma che, tra pochi giorni, lo farà atterrare in Nepal dove inizierà la salita insieme ad altri 200 scalatori. Roberto, che lavora in Svizzera, si è avvicinato al mondo dell’alpinismo “solo” due anni fa, quantomeno per ciò che riguarda le montagne impegnative: la scintilla è scoccata quando si è trovato proprio ai piedi del gigante nepalese, con l’obiettivo di scalarlo.«Ho chiesto un periodo di congedo per prepararmi a questa sfida, parto mercoledì 7 aprile - racconta Roberto, che ha già l’adrenalina a mille – Starò via poco meno di due mesi. Io e mia moglie Ombretta abbiamo sempre fatto trekking classico, cose semplici tra i nostri rifugi. Due anni fa ci è venuto il desiderio di fare trekking in Nepal, così siamo andati fino al campo base dell’Everest». «Siamo arrivati lì, in mezzo a queste montagne con vette sopra gli 8 mila metri, una cosa forte dal punto di vista emotivo. Ho subito avuto il desiderio di volerci provare». Un conto, però, sono le montagne valtellinesi e comasche, un altro è la cima della montagna più alta del mondo, per cui ci vuole un discreto coraggio, oltre che grande allenamento. Roberto, insieme ad una guida alpina, ha quindi iniziato a scalare alcune montagne italiane, tra le quali Monte Rosa e Gran Paradiso, per prepararsi all’impresa. «A novembre sono stato in Nepal per fare un’altra montagna di avvicinamento – prosegue Invernizzi – Ho conosciuto un’agenzia austriaca di fama mondiale che fornisce supporto e attrezzatura di ottima qualità. Ora sto dormendo in una camera ipossica, una tenda con un compressore che regola l’altezza e l’ossigeno della tenda. Quindi è come se dormissi a 5500 metri, a livello fisico si sente». «Verrà anche mia moglie, anche se mi aspetterà al campo base. Faremo un po’ di quarantena a Kathmandu, poi prenderemo un aereo e una volta atterrati inizieremo a camminare per circa 80 chilometri verso il campo base. Nel frattempo, faremo forse una montagna di circa 6000 metri per abituarci alla quota». Il conto alla rovescia è iniziato e la grande avventura inizierà tra una settimana: tutta Nesso fa il tifo per il suo cittadino, che sogna di fotografare la bandiera tricolore con il suo nome, in cima al mondo.

(Daniela Colombo)


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