Frana di Brienno 5 anni dopo  Il disastro e la lezione   Il video del disastro
Ecco come si presentava il cuore del paese il giorno dopo la frana (Foto by archivio)

Frana di Brienno 5 anni dopo

Il disastro e la lezione

Il video del disastro

Alle 18,30 la terra aveva iniziato a tremare e la valanga di fango si era abbattuta sul centro del paese. «Abbiamo imparato ad avere rispetto per la montagna»

Cinque anni fa come oggi - pochi istanti delle 18.30 - la terra iniziò a tremare sotto un cielo dal colore innaturale.

Pioveva a dirotto, il 7 luglio 2011. Una data che è passata alla storia del lago come quella della frana di Brienno che ha seminato panico e distruzione, e che solo per miracolo non provocato vittime o feriti. Cinque anni dopo, nessuno ha dimenticato.

Nessuno poteva immaginare che da lì a qualche minuto, una serie di smottamenti (sette in totale) avrebbe travolto il paese in vari punti, il più devastante proprio in centro Brienno. Terra e sassi si staccarono in località Pian D’Erba, a quota 1.165 metri, sul confine tra Brienno e Schignano e iniziarono una inesorabile discesa verso il lago, trascinando tutto ciò che c’era sul percorso, comprese automobili, due case e il bellissimo ponte romanico. Davvero incredibile che in quel momento non ci fosse nessuno nella piazza centrale del paese. Troppa pioggia in pochissimo tempo e il terreno, probabilmente già in una situazione di dissesto, cedette. Il movimento franoso, man mano che percorreva la sua inarrestabile discesa, si ingrossò con sassi e detriti, con effetti devastanti una volta giunto in paese.

La Statale Regina rimase bloccata e per giorni gli abitanti furono costretti a spostarsi con gommoni e barche di amici; la stessa Navigazione venne incontro alla popolazione, facendo scalo regolare in paese.

«Abbiamo convissuto con una situazione davvero difficile - commenta il sindaco di Brienno in carica, Patrizia Nava - Per molti giorni siamo stati senza ponti e strade e per un lungo periodo siamo stati circondati dalle imprese impegnate nella ricostruzione. Tutto è tornato alla normalità; ringrazio i cittadini per il loro contributo, soprattutto nei momenti successivi al disastro».

Quale insegnamento? «La montagna - conclude Nava - va tenuta pulita per evitare il ripetersi di un disastro simile».

Una pagina speciale sul quotidiano La Provincia in edicola giovedì 7 luglio


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