Il lago continua a scendere  La Regione “chiude” la diga
Il livello a Tremezzo con i segni lasciati dall’acqua che non c’è più

Il lago continua a scendere

La Regione “chiude” la diga

L’annuncio dell’assessore Sertori dopo la protesta dei sindaci per i livelli che scendono da settimane. «Da oggi il Consorzio dell’Adda ridurrà l’acqua in uscita del 25%. Ma è il problema è anche l’afflusso»

La Regione Lombardia entra a gamba tesa sul lago che batte in ritirata al ritmo di 5 centimetri di media al giorno, con annesso corollario di disagi e danni a rive, sponde e non da ultimo, come vedremo, ai muri di sostegno della statale Regina.

L’annuncio a “La Provincia” arriva dall’assessore regionale con delega agli Enti Locali, Massimo Sertori. «Da venerdì (oggi, ndr) il Consorzio dell’Adda ridurrà del 25% il deflusso delle acque per riequilibrare un afflusso oggi scarso a causa anche di alcune importanti manutenzioni in corso agli invasi alpini. Invasi che per diretta conseguenza stanno “turbinando” poca acqua. Le manutenzioni dureranno ancora qualche giorno. Oggi noi non possiamo obbligare i concessionari idroelettrici a turbinare. Lo faremo quando sarà applicata la nostra legge regionale sul rinnovo delle concessioni dei grandi impianti idroelettrici. Lì la Regione potrà intervenire. Ma ridurre il deflusso è un primo importante segnale a fronte di una situazione oggettivamente difficile. Il lago calerà ancora, ma in maniera meno evidente e impattante».

Le immagini scattate in presa diretta dal nostro giornale in questi giorni - unite al grido d’allarme di sindaci e operatori - certificano che il livello del lago è in caduta libera. In un mese il Lario ha lasciato sul campo qualcosa come 90 centimetri. Tanti, troppi per il già fragile ecosistema del Lario. Quella di ieri è stata una giornata di importanti contatti operativi e telefonate per l’assessore Sertori, che qualche minuto prima delle 17 ha ufficializzato la riduzione del deflusso, gestito dal Consorzio dell’Adda, ente che regola la diga di Olginate, nel Lecchese. (Marco Palumbo)

L’articolo completo su La Provincia di venerdì 24 luglio


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