Menaggio, cerva di 18 anni travolta e uccisa in galleria

Emergenza Era stata segnalata dagli automobilisti in transito. La Coldiretti: «Sicurezza a rischio»

Menaggio, cerva di 18 anni travolta e uccisa in galleria
La cerva fotografata nella galleria di Menaggio poco prima di essere travolta

L’investimento di una femmina di cervo di 18 anni - peraltro già claudicante - all’imbocco della galleria di Menaggio, dopo che la stessa era stata immortalata domenica 21 agosto di buon mattino visibilmente disorientata dai primi automobilisti in transito nel bel mezzo della galleria lungo la Regina ha riaperto il dibattito sulla pericolosità della fauna selvatica.

Dibattito innescato da una lunga nota di Coldiretti dal titolo emblematico ovvero «Un cervo a spasso in galleria».

«L’istantanea che circola riporta in primo piano l’allarme selvatici che, come denunciamo da tempo, sono diventati un pericolo anche per l’incolumità pubblica, in quanto sempre più causa di incidenti stradali che, spesso, non vengono nemmeno denunciati data la difficoltà nell’ottenere risarcimenti. Ciò a prescindere dal fatto in questione», la riflessione di Coldiretti interprovinciale.

Alle 7.15 - dopo che la foto della femmina di cervo «a spasso all’interno della galleria» era già circolata - un automobilista in transito segnalava «il cervo morto in mezzo alla strada».

Sul posto, scattato l’allarme, sono intervenuti gli agenti della Polizia provinciale in stretto contatto con il comandante Marco Testa e una pattuglia del Distaccamento di Tremezzina della Polstrada.

Secondo quanto ricostruito, l’impatto dovrebbe aver interessato insieme alla femmina di cervo - disturbata da qualcosa o da qualcuno («Solitamente esemplari così in età avanzata stanno al riparo da qualsiasi insidia» ha confermato Marco Testa) - un’auto o comunque un veicolo con targhe straniere.

Se ne saprà di più nelle prossime ore. «Proprio tra Menaggio e Porlezza, il problema dei selvatici ha assunto proporzioni drammatiche, con raccolti distrutti e imprese sempre più a rischio chiusura. A causa delle continue incursioni degli animali, diversi imprenditori agricoli, negli ultimi tempi, stanno seriamente pensando di cambiare attività e di trovare un’occupazione più sicura e meglio retribuita nella vicina Svizzera - la chiosa di Coldiretti interprovinciale con il suo presidente Fortunato Trezzi - Le ripercussioni sarebbero pesantissime per l’intero territorio».

Da qui la richiesta: «Accelerare sul piano di controllo della fauna selvatica».

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