Menaggio: l’atto d’accusa  «Abusate di notte sulla spiaggia»
In questa foto d’archivio uno scorcio del Lido di Menaggio, il luogo dove - secondo l’accusa - si sarebbe consumata la violenza sulle ragazze

Menaggio: l’atto d’accusa

«Abusate di notte sulla spiaggia»

Il referto medico: c’è stata violenza. Lunedì l’interrogatorio dei tre fermati. Il quarto in fuga

La violenza, hanno raccontato le due diciassettenni ai carabinieri, sarebbe avvenuta di notte, sulla spiaggia antistante al Lido, il locale più conosciuto di Menaggio, la cui fama attira tutte le estati centinaia di giovani dal Comasco e dalle province vicine.

È qui, tra i lettini e gli ombrelloni e alla luce incerta dei lampioni lontani, fuori dalla visuale di chi era all’interno a ballare, che le due ragazzine del Varesotto, giunte fin sul lago per una serata che volevano fosse all’insegna dell’allegria e della spensieratezza, sarebbero state abusate da quattro ventenni.

Cronaca di una notte che non avrebbero mai voluto vivere, quella tra l’8 e il 9 agosto, e che invece hanno scelto di raccontare nei dettagli ai militari della stazione di Turate: una ricostruzione ritenuta congruente.

Perché, in realtà, la denuncia è partita da una sola delle due: la stessa che, il giorno dopo essere tornata a casa, ha raccontato tutto ai genitori e si è fatta accompagnare in un ospedale della provincia di Varese per farsi refertare. L’esito della visita medica non lascia spazio a dubbi: c’è stato un rapporto sessuale e le ferite riscontrate sono compatibili con una violenza.

Il giorno successivo, è il 10 agosto, ancora lei si fa accompagnare dai genitori in caserma, a Turate, con il certificato in mano per denunciare il fatto. I militari eseguono i primi accertamenti e interrogano l’altra, che conferma i fatti come erano stati prospettati in denuncia dall’amica. I resoconti dunque combaciano.

Quella sera, hanno raccontato, ognuna di loro si era appartata sulla spiaggia con due del gruppo di quattro ventenni. È qui che si sarebbe consumata la violenza.

Tutti elementi al vaglio della Procura di Como, che questa inchiesta stava portando avanti con estrema cautela, per accertare chi ha fatto che cosa, prima che il caso le scoppiasse letteralmente tra le mani, quando uno dei sospettati, un ragazzo moldavo, ha fatto perdere le proprie tracce per tornare al suo paese, e un altro, Nicholas Pedrotti, di Chiesa in Valmalenco, avrebbe fatto richiesta di passaporto.

Segnali che in Procura sono stati messi in relazione con i fatti denunciati dalle due ragazzine: e così giovedì il pm Massimo Astori, temendo una fuga in massa, ha immediatamente disposto i quattro fermi, di cui tre soli eseguiti. Il quarto è ricercato in Moldavia. A tutti viene contestata la violenza sessuale di gruppo, anche se poi dovranno essere chiariti ruoli e responsabilità nello specifico. Le loro posizioni saranno valutate nel corso dell’udienza di convalida, fissata per lunedì.

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