Tremezzina, ristoranti in crisi
«Grazie ai lavori della variante»

Il titolare del “Cris” di Lenno: «Non passa più nessuno. Metto in liquidazione la società»

Tremezzina, ristoranti in crisi «Grazie ai lavori della variante»
Ivan Bordoli (a destra), lo staff del “Cris” e il cartello di protesta

«È stata la mazzata finale, la chiusura della Regina per l’inizio dei lavori della variante della Tremezzina, dopo due anni di Covid. Mercoledì 22 dicembre andrò a mettere in liquidazione la società. Ho parlato coi miei dipendenti. Tre anni fa, di questi tempi, ne avevo undici. Ora sono quattro. Non posso continuare in queste condizioni».

Con la schiettezza che da sempre l’ha contraddistinto, Ivan Bordoli, titolare della pizzeria ristorante “Il Cris” a Lenno, non usa certo giri di parole. «In un sabato normale, i settanta posti sarebbero andati esauriti, anzi si sarebbe dato corso anche ad un “secondo giro” di clienti. Sabato 18 ho venti clienti prenotati. A mezzogiorno il deserto e la foto che ho inviato a “La Provincia”, scattata alle 13 del 18 dicembre, lo certifica - conferma Ivan Bordoli - Nei mesi di “zona rossa”, avevamo cercato di salvare il salvabile con l’asporto e le consegne a domicilio. Adesso la situazione è diversa. La statale è praticamente deserta. Non c’è passaggio. Pochissime le telefonate. La chiusura della Regina a Colonno ha azzerato determinate dinamiche».

«“Io l’avevo detto”. Sembra una frase fatta, in realtà da mesi segnalavo che si sarebbe potuta verificare una situazione di questo genere. Situazione che è ancora peggiore di quanto immaginassi» aggiunge il ristoratore.

Lo scorso 8 dicembre, durante la nevicata che aveva imbiancato il Comasco, Ivan Bordoli aveva affidato a facebook una riflessione che aveva creato un ampio dibattito: «La prima volta in tutta la vita che non faccio un cliente. Ho avuto il ristorante pieno anche con 20 centimetri di neve. Grazie variante della Tremezzina! Un giorno “forse” porterai benefici a chi nel frattempo non sarà fallito».

Una frase che suona di stretta attualità in virtù dell’annuncio (confermato nel pomeriggio) dato al nostro giornale da Ivan Bordoli.

È un momento difficile per il lago (e non solo) e la chiusura della Regina - unita (è bene comunque ricordarlo) ad un’emergenza sanitaria ancora presente dopo due anni - rappresenterà ancora la quotidianità sino al 29 marzo, sino cioè all’immediata vigilia della prossima stagione turistica.

(Marco Palumbo)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

{# #}