A 103 anni aspetta ancora il vaccino  Il figlio: «Sono pronto a denunciare»
Annamaria Ghezzi in occasione del compleanno numero cento

A 103 anni aspetta ancora il vaccino

Il figlio: «Sono pronto a denunciare»

Appiano, Il racconto di Roberto Tavecchio, presidente del Golf Club Pinetina

«Non sappiamo nemmeno se la prenotazione sia andata a buon fine»

Ha 103 anni e ancora attende di essere vaccinata. La famiglia è pronta a denunciare il disservizio all’autorità giudiziaria.

Annamaria Ghezzi -il super compleanno festeggiato lo scorso novembre, residente in località La Pinetina – rientra a pieno titolo nella categoria che dovrebbe essere vaccinata rapidamente. Eppure non soltanto non le è stata ancora somministrata la prima dose, ma non è stata neanche chiamata per stabilire la data di effettuazione dell’iniezione a domicilio, non potendo muoversi. Dall’alto del suo secolo (e oltre) di vita, si è vista passare davanti persone ben più giovani di lei e ancora attende di essere messa in sicurezza con il vaccino anti Covid.

«Mia madre, impossibilitata ormai a camminare, è ancora in attesa di vaccinazione – conferma il figlio, Roberto Tavecchio, presidente del Golf Club La Pinetina – Abbiamo fatto la prenotazione sul portale della Regione Lombardia per la campagna vaccinale anti Covid il primo giorno, il 15 febbraio, ma non abbiamo finora ricevuto alcuna comunicazione successiva alla richiesta di vaccinazione. Non avendo più avuto riscontri, non sappiamo neanche se sia andata a buon fine la prenotazione. Il medico di base, dottoressa Cristina Rumi, da me interpellata, ha risposto desolata di non disporre di vaccini e di informazioni in merito alla possibile data di ricevimento degli stessi».

Consapevole di quanto sia importante proteggere l’anziana madre con la somministrazione del vaccino, il figlio si è direttamente rivolto alle istituzioni sanitarie territoriali.

«Ho inviato due solleciti ad Asst Lariana, tramite Pec, regolarmente protocollati – spiega Tavecchio – La prima il 9 marzo, in cui chiedevo informazioni generiche in merito alle vaccinazioni, rimasta senza risposta. Ho inviato una seconda Pec il 19 marzo, in cui chiedevo conto anche delle precedenze nelle vaccinazioni eseguite. Ho fatto presente che, in assenza di comunicazioni da parte di Asst Lariana, avrei provveduto a rivolgermi ai miei legali affinché interessassero le autorità competenti al fine di verificare il corretto comportamento della struttura sanitaria in questione anche in merito all’osservanza delle precedenze indicate dai piani sanitari nella somministrazione dei vaccini anti Covid. Non mi è stata fornita alcuna risposta neppure a questa mail».

La famiglia della centenaria è pronta ad andare fino in fondo per vedere non leso un diritto più che legittimo.
Manuela Clerici


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