Alla cena in blu ha vinto la solidarietà
Il cuore di Olgiate si mobilita per l’Africa

Autorità e cittadini sono accorsi all’iniziativa in Pineta in sostegno al Malawi. Il menù è stato preparato dagli alpini: il ricavato va alla costruzione di nuovi pozzi d’acqua

Alla cena in blu ha vinto la solidarietà Il cuore di Olgiate si mobilita per l’Africa
Le tavolate gremite per la “Cena in blu” in Pineta

Il Malawi chiama e Olgiate risponde: oltre un centinaio di persone, l’altra sera in Pineta, ha partecipato alla “Cena in blu”. Evento organizzato dall’associazione Koinè in collaborazione con il Circolo culturale Dialogo e il gruppo alpini, con l’obiettivo di raccogliere fondi per costruire un pozzo in Malawi. E la città ha dato una risposta generosa, per il progetto dell’associazione SottoSopra-Vagamondi di fare un pozzo per ogni villaggio che ne necessita.

Presenti amministratori comunali - il sindaco Simone Moretti con gli assessori Luca Cerchiari e Stefania Mancuso, i consiglieri Mariella Bernasconi e Tina Molteni – il parroco don Marco Folladori, parecchi cittadini e tante famiglie.

Ospite della serata Davide Bertelli, presidente della cooperativa Vagamondi di Modena e principale responsabile del progetto. Ampiamente raccolto anche l’invito di indossare un dettaglio azzurro o blu, per rappresentare anche visivamente la comunione di intenti. Una bella serata di condivisione di un nobile obiettivo, all’insegna della convivialità: ottimo cibo, cucinato dagli alpini con ingredienti del commercio equo e solidale, e la consapevolezza di dare un contributo importante.

«L’acqua è ancora un gravissimo problema in Africa e si muore per questo – dichiara Margherita Bianchi, presidente dell’associazione Koiné – Raccogliendo l’invito del Circolo culturale Dialogo di sostenere un progetto umanitario in Africa, avendo già collaborato con la cooperativa di Bertelli per realizzare un reparto pediatrico in Malawi, abbiamo proposto di aderire al progetto della cooperativa Vagamondi di costruire un pozzo in Malawi».

«Abbiamo pensato a una cena, coinvolgendo gli alpini che si sono resi subito disponibili. La risposta in termini di partecipazione alla cena è stata molto positiva, oltre le aspettative». Non sarà l’unica iniziativa: «Un pozzo costa circa 7.000 euro e per un’associazione come la nostra è un impegno significativo – prosegue Bianchi – Organizzeremo altri eventi in primavera».

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