Allagamenti nel nuovo sottopasso  Ferrovienord convoca i Comuni

Allagamenti nel nuovo sottopasso

Ferrovienord convoca i Comuni

La società dichiara che il tunnel ha un impianto di smaltimento dell’acqua efficace. Si confronterà con Turate e Gerenzano: «Sono i terreni circostanti a non drenare bene»

«Per evitare il ripetersi degli allagamenti del nuovo sottopasso ferroviario serve una soluzione condivisa con i Comuni di Gerenzano e Turate». A mettere la proposta sul piatto è Ferrovienord, che annuncia d’essere intenzionata a aprire un tavolo di confronto con le due realtà amministrative evitare il rischio che il nuovo sottopassaggio, di recente realizzato e costato complessivamente circa sei milioni, torni a finire a mollo, come avvenuto già due volte nel giro di poco tempo.

La situazione più grave si era verificata la settimana scorsa, quando per salvare una 56enne turatese rimasta intrappolata per circa un’ora nel suo suv, mentre transitava nel sottopasso, erano dovuti intervenire i pompieri del soccorso acquatico.

«Il sottopasso veicolare realizzato tra i Comuni di Gerenzano e Turate è dotato di un sistema di raccolta e smaltimento delle acque adeguato al dimensionamento delle strade, anche in caso di eventi atmosferici avversi – fanno sapere da Ferrovienord - durante gli ultimi violenti temporali, i terreni limitrofi all’opera non sono riusciti a drenare l’eccezionale quantità di pioggia caduta in un brevissimo intervallo di tempo che si è riversata nel sottopasso, trascinando anche detriti e fango, impedendo il corretto e tempestivo smaltimento delle acque da parte dell’impianto (alimentazione, pompe e rinvio) che è sempre rimasto correttamente in funzione».

La società rende quindi noto che si confronterà in settimana con Turate e Gerenzano: «Comuni a cui è stata affidata l’opera dopo l’inaugurazione- concludono da Ferrovienord - per trovare una soluzione condivisa che riguardi il sottopasso e l’area circostante in modo da fronteggiare anche nuovi eventuali fenomeni meteorologici di intensità fuori dalla norma».

(Gianluigi Saibene)


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