Chindamo ottiene la rielezione, ma Clerici ha perso per soli 49 voti

Bulgarograsso La sfida tra i candidati a lungo incerta. Quasi 200 preferenze recuperate dall’opposizione

Rieletto il sindaco Fabio Chindamo, seppur di misura. Con uno scarto di 49 voti è stato riconfermato con la lista Bulgaro Nuova (999 voti), prevalsa sulla lista Bulgaro Anch’io (950 suffragi) che schierava Giuseppe Clerici. Ha votato il 63,4% degli aventi diritto, pressoché come cinque anni fa (63,12%).

«E’ una vittoria stranissima, è la prova di maturità – dichiara Chindamo – Questa volta è stata un po’ più faticosa, però quando si arriva a risultato la soddisfazione c’è. Sapevamo sarebbe stata dura. Avevamo capito in campagna elettorale che stavano muovendo qualsiasi argomento dal più lecito al più assurdo. Avevo contro praticamente tutti i miei predecessori, questo fa assaporare ancora di più la vittoria. Si va avanti. Ringrazio tutti, chi mi ha votato e chi no, sarà il tempo a giudicare ancora una volta il nostro lavoro».

Con le stesse forze in campo, rispetto a cinque anni fa, Bulgaro Nuova ha perso venti punti percentuali. Nel 2018 aveva totalizzato 1.226 voti (61,52%) contro i 767 di Bulgaro Anch’io (38,48%), stavolta è scesa al 51,3% contro il 48,7% della lista avversaria. «E’ il prezzo da pagare quando si fanno scelte anche non lisciando il pelo a tante situazioni. Ero pronto ad andare in minoranza perché quando si amministra per tanto tempo qualche scelta si paga, come l’addizionale comunale Irpef e il cambio di gestione della mensa. Alcune scelte non siamo riusciti a comunicarle per tempo e bene. Ha fatto la differenza, in positivo, è stato l’aver presentato un programma realistico e veritiero». Ha vinto con una lista profondamente rinnovata. «Quando si deve gettare un seme bisogna avere coraggio, noi l’abbiamo avuto – aggiunge Chindamo - Il mio vuole essere un po’ il mandato dell’addestramento. Assegnerò deleghe un po’ a tutti, ci sarà continuità e qualche sorpresa». Già certo il vice nella persona di Pierino Clerici, segretario della locale sezione della Lega.

Paese diviso, lo hanno dimostrato le tensioni ai seggi. «Si riparte abbassando il livello della tensione che non ho mai alimentato; in campagna elettorale ho commentato quando si sostenevano inesattezze – prosegue il sindaco - Faccio il sindaco da cinque anni, lo farò ancora e sono il sindaco di tutti. Non ho intenzione di mantenere questa continua divisione».

Amareggiato lo sfidante. «Il dato positivo è che loro hanno perso 200 voti e noi li abbiamo guadagnati. Il lavoro ha pagato, non quanto ci aspettavamo – afferma Clerici – Tante lamentele sull’amministrazione uscente, ma alla fine quando ci si nasconde dietro la tenda nera non si ha il coraggio di cambiare, questa poteva essere l’occasione; si meritano di andare avanti a lamentarsi cinque anni ancora. Se facciamo il totale delle preferenze da loro raccolte, ci si rende conto che ha pagato lo zoccolo duro della Lega. È vero che hanno vinto, ma devono prendere atto che il paese è diviso in tre, tra chi ha scelto loro, chi noi e chi non ha votato».

Analisi condivisa dall’ex sindaco e consigliere uscente di minoranza Ferruccio Cotta: «Per quanto si siano presentati come lista civica, i partiti e nella fattispecie la Lega ha pesato tantissimo. Cinque su otto consiglieri sono in quota Lega e questo mette sotto scacco il sindaco che d’ora in avanti non potrà dirsi di essere al servizio del paese, ma del partito».

Chindamo: «Abbiamo una composizione molto eterogenea; alcuni hanno la tessera, ognuno porta il suo contributo e come sempre abbiamo manifestato l’intenzione di lavorare per il paese, non in base alle nostre appartenenze politiche».

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