Cinghiali da abbattere, pareri divisi
«Pericolosi per le colture e le persone»

Il casoIl parco della Spina Verde annuncia un piano di contenimento dei 250 esemplari presenti

Gli agricoltori: «A Ronago un branco a 5 metri dai bambini». Ma c’è chi contesta: «Non uccideteli»

«Nonna, nonna, vieni a vedere: ci sono mucche marroni nell’orto»: al richiamo dei tre nipotini, sono accorsi tutti gli adulti, increduli. Alle nove di sera, le mucche dell’azienda agricola Lambrughi di Ronago dovevano essere in stalla, non potevano essere nell’orto.

Infatti, non erano mucche, muso a terra e zampate a cinque metri dal balcone dove si trovavano i tre bambini. Ma erano cinghiali, otto cinghiali, cinque piccolini e stavano già grufolando tra la verdura. Sono stati messi in fuga dalle grida, ma rappresentano una testimonianza in più dell’avvicinamento degli ungulati selvatici alle abitazioni, in paese.

L’altro giorno, Vittore Varsalona, consigliere comunale ed orticoltore per hobby, ha dato conto a “La Provincia” del caso: «I cinghiali sono arrivati in paese» ed è la prima comparsa. Si sono visti e si vedono cervi, volpi, faine, ma i cinghiali non erano mai risaliti dalla Val Mulini. Ma non tutti vogliono che siano uccisi

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