Olgiate, l’ottimismo dei nonni  «Noi anziani guardiamo al futuro»
Gli ospiti della casa Anziani collegati oggi con “Mezz’ora in più” su Rai3

Olgiate, l’ottimismo dei nonni

«Noi anziani guardiamo al futuro»

L’ospite Luigi Rocca (81 anni) ha chiesto oggi in diretta tv a Piero Angela (92): «Cosa farà nel 2021?».La casa di riposo era in collegamento su Rai 3 per raccontare l’esperienza durante la pandemia

Dalla Casa anziani di Olgiate un messaggio di speranza rivolto al futuro. Lo ha lanciato Luigi Rocca – 81 anni, ospite della Rsa di viale Michelangelo – oggi nel corso della trasmissione “Mezz’ora in più” condotta da Lucia Annunziata.

Una ristretta delegazione di ospiti e operatori della casa di riposo era in collegamento in videoconferenza con gli studi Rai. «Li abbiamo invitati – ha spiegato Annunziata - per celebrare questo Natale, che è inclusivo». L’obiettivo dell’invito era raccontare come in una Rsa si vive la pandemia, che ha severamente toccato anche la Casa anziani di Olgiate in questa seconda ondata, con la quasi totalità degli ospiti e operatori contagiata.

In un simpatico siparietto con il divulgatore scientifico Piero Angela, 92 anni ospite della trasmissione, Rocca ha proiettato lo sguardo al prossimo anno, a dimostrazione di come anche in una casa di riposo la dimensione del futuro sia presente e motivante. Rivolgendosi ad Angela, Rocca gli ha domandato: «Io sto pensando al Natale del 2021. Lei che progetti ha per il futuro, per il 2021?»

Angela ha risposto: «So quello che faccio quest’anno. Sarà un Natale a due, con mia moglie, ma i miei figli saranno presenti sul tablet, in collegamento Skype, mangiando le stesse cose e brindando insieme. Per il 2021, alla nostra età, è difficilissimo fare previsioni. Quello che mi auguro è che sia finita questa tragedia del virus, grazie ai vaccini, e di poter essere di nuovo riuniti, perché la famiglia è la cosa più cara che c’è».

Per Rocca, la Casa anziani di Olgiate è una seconda famiglia. Lo ha confermato, rispondendo alla domanda della conduttrice se nella Rsa si sentisse abbandonato: «Non mi sento amato, ma amatissimo. Vivo da 11 anni in questa struttura. Non soltanto non mi sento solo, ma mi sento a casa mia. Con me c’era anche mia moglie, deceduta qualche anno fa. «È come se fosse casa mia. Mi sento amato e curato. Ho ricevuto bene continuamente». Poco prima aveva spiegato di aver vinto il Coronavirus: «Sono uscito dal Covid grazie alle cure ricevute in struttura. Sono stato curato molto bene».

Manuela Clerici


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