Spaccio di cocaina nella Bassa
Fermata la banda di albanesi

Ordinanza di custodia cautelare per 7 persone. Avevano stabilito la base alla sala slot “Las Vegas” di Mozzate: il titolare era stato minacciato con machete e pistola

Spaccio di cocaina nella Bassa Fermata la banda di albanesi
La maxioperazione antidroga dei carabinieri a Mozzate

Erano diventati il punto di riferimento per l’acquisto di cocaina per la Bassa Comasca, l’Olgiatese e per la vicina area di Varese. Un commercio tanto fiorente da permettersi anche le consegne a domicilio ai numerosi clienti.

Ma ieri i carabinieri della Compagnia di Cantù, guidata dal capitano Francesco Coratti, con il supporto di personale dei Comandi Provinciali territorialmente competenti di Bergamo e Varese, del Nucleo Cinofili di Casatenovo e del Nucleo Elicotteri di Orio al Serio, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere – emessa dal Gip di Como Laura De Gregorio su richiesta della pubblico ministero Giuseppe Rose - nei confronti di 7 albanesi (di cui 2 già detenuti per altra causa).

Sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso e con più episodio, estorsione in concorso, detenzione e porto abusivo di armi. Altre sei persone, 5 italiani e un albanese, sono state invece denunciate a piede libero.

L’indagine condotta dai carabinieri della stazione di Mozzate ha preso il via nel gennaio del 2018, quando era stata segnalata la presenza di un gruppo di giovani albanesi i quali avevano avviato un’attività di spaccio di cocaina nei pressi della sala slot Las Vegas di Mozzate, in via Varese 14.

Della quale l’allora gestore non solo è risultato estraneo all’attività del gruppo criminale, ma ha dovuto anche subire un’estorsione da migliaia di euro, come sorta di “pizzo”, dagli stessi albanesi.

L’attività di spaccio con “sede” alla sala slot avveniva soprattutto tramite telefonate e gli appuntamenti erano fissati, oltre che al Las Vegas, anche in altri quattro locali di Mozzate (tutti estranei ai fatti), ma anche direttamente nelle case degli acquirenti. Insomma, un “delivery” della cocaina. La droga veniva chiamata in gergo “caffè”, “birra”, “caramelle” o anche “gol”.

(Raffaele Foglia)

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