Caso passaggi a livello
La politica fa muro: «Follia da impedire»

I parlamentari raccolgono l’appello del sindaco - Da Molteni a Butti, pronte le prime interrogazioni - Mentre Turba invoca una deroga: «Non può funzionare»

I parlamentari lariani raccolgono l’appello del sindaco Mario Landriscina: serve una soluzione per evitare che le sbarre dei passaggi a livello di viale Lecco restino abbassate più del doppio rispetto al tempo attuale, paralizzando così la viabilità del girone.

«Raccogliamo l’invito e la sollecitazione del primo cittadino e dell’assessore Pierangelo Gervasoni sui rischi e sui disagi che si verificheranno sul traffico e sulla circolazione in città – spiega Nicola Molteni, deputato della Lega – sarà importante riuscire a capire la ratio di questa scelta per capire poi come risolvere il problema. La nuova temporizzazione potrebbe davvero bloccare il traffico e mandare in tilt la città. Tutto quello che viene calato sui territori senza confronto con gli amministratori locali rischia di essere un boomerang. Farò un’interrogazione parlamentare sull’argomento: Como è una città turistica e, di conseguenza, deve avere una mobilità all’altezza». Si sta occupando della vicenda anche la deputata del Carroccio Alessandra Locatelli.

Il compagno di partito e sottosegretario in Regione Fabrizio Turba propone una deroga al nuovo sistema di sicurezza imposto dall’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie. «Secondo me, le nuove tempistiche non possono essere attuabili su Como – aggiunge - per questo, credo ci voglia una deroga, altrimenti si blocca la città. Forse non ci si rende conto di quale ricchezza sia avere la possibilità d’avere un treno che arriva nei pressi del lago. Nessuno discute l’importanza di avere maggiore sicurezza e ridurre gli incidenti, però occorre trovare un’alternativa. Mi metto a disposizione, ma già quando ero stato avvisato della novità, avevo chiesto in Regione una soluzione».

Chiara Braga, deputata Pd, ha scritto a Landriscina per avere informazioni più precise sulla questione: «Ovviamente, nel rispetto massimo della sicurezza, un tema su cui non si deve arretrare, credo sia ragionevole acquisire tutte le informazioni utili per poi trovare nelle sedi istituzionali una mediazione. I tempi lunghi previsti sono incompatibili e per Como sarebbe davvero un problema grave per la circolazione: si tratta di capire se esiste una soluzione mediana per evitare i disagi».

Alessio Butti, deputato di Fratelli d’Italia, sottolinea che, già venticinque anni fa, quand’era vice sindaco, andò in Regione e al Ministero dei Trasporti con l’allora primo cittadino Alberto Botta proprio per parlare dei passaggi a livello cittadini. «Nonostante la disponibilità dell’assessore regionale ai trasporti Giorgio Pozzi, non si trovò una soluzione: proposte come la sopraelevata o l’interramento non erano realizzabili da Ferrovie Nord da un punto di vista economico. Presenterò un’interrogazione per capire le ragioni della scelta: per il Comune, il primo passo da fare però è ragionare con Ferrovie Nord e la Regione: il parlamento non ha competenze poiché la modifica dei tempi è stata decisa da un’agenzia indipendente». Butti propone come prima soluzione la sincronizzazione dei semafori con le sbarre, così come proposto sul giornale dall’architetto Giuseppe Cosenza.

Per Giovanni Currò, deputato del Movimento 5 stelle, «l’appello del sindaco non resterà inascoltato. Bisogna mettere sul tavolo però un discorso più ampio per risolvere tutti insieme questa problematica. Un’area così delicata per la presenza di diverse scuole, il mercato, il tribunale merita una soluzione viabilistica che non si congestioni più di quanto già avviene. Ricordiamo infatti che in quell’area esiste una casetta di misurazione della qualità dell’aria, la quale registra costantemente risultati pessimi. Noi siamo disponibili a sederci a un tavolo per mettere al centro, la sicurezza, la salute e la qualità della nostra viabilità».

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